Calendario dell’Avvento 2018

22 dicembre 2018, 33 Commenti
Temi: Tempo

Anche quest’anno il cielo ci ha offerto molteplici scenari fotogenici. I nostri collaboratori e testimoni oculari hanno selezionato per voi le migliori foto a carattere meteorologico. Desideriamo accompagnarvi nel periodo dell’Avvento con alcuni scatti spettacolari di fenomeni meteorologici e di nubi, ma anche con immagini di ambienti sereni. Vi auguriamo buone Feste!

1 dicembre 2018

Visione ingrandita: Inizio dell’anno con il botto. Gli spruzzi del lago di Zugo sferzato dalla tempesta sorvolano il lungolago per diversi metri. Scatto del 3 gennaio 2018 in occasione della tempesta Burglind. Foto: Andreas Hostettler.
Inizio dell’anno con il botto. Gli spruzzi del lago di Zugo sferzato dalla tempesta sorvolano il lungolago per diversi metri. Scatto del 3 gennaio 2018 in occasione della tempesta Burglind. Foto: Andreas Hostettler.

Il mattino del 3 gennaio 2018 la tempesta Burglind (chiamata anche Eleanor) ha interessato gran parte della Svizzera. Burglind è risultata la tempesta più forte da Lothar nel 1999, causando venti tempestosi in particolare sull’Altopiano e nel Giura. In pianura le raffiche hanno raggiunto velocità fra i 90 e i 130 km/h, mentre in montagna si sono misurate raffiche fra 140 e 170 km/h, con massimi di 200 km/h nelle zone più esposte. La Valle del Rodano, il nord e centro dei Grigioni sono stati toccati solo marginalmente, mentre il sud delle Alpi è stato in gran parte risparmiato.

 

2 dicembre 2018

Le onde di Kelvin-Herlmholtz si formano generalmente al confine fra due masse d’aria differenti. In questo caso le onde di Kelvin-Herlmoholtz si sono formate in corrispondenza della tropopausa, lo strato limite fra la troposfera (lo strato dove si verificano fra l’altro la maggior parte dei fenomeni meteorologici) e la stratosfera (lo strato secco sopra la troposfera). La tropopausa si trova, a dipendenza della situazione meteorologica e della latitudine, ad una quota fra circa 8 e 15 km. Nell’immagine sono ben visibili gli strati nuvolosi nella troposfera e l’aria secca soprastante. Un altro “ingrediente” necessario alla formazione delle onde di Kelvin-Helmholtz è il cambiamento di direzione o di forza del vento con la quota. Durante questa giornata una corrente molto forte (jet stream) era presente al livello delle nubi, mentre appena sopra (nella tropopausa e la stratosfera) la velocità del vento subiva una rapida e forte diminuzione. Questo spiega la formazione delle onde di Kelvin-Helmholtz.

3 dicembre 2018

Visione ingrandita: Capanna dell’Oberaarjoch, il 20 agosto 2018. Sullo sfondo un cumulonembo a sud delle Alpi, mentre in primo piano aria umida e fresca tracima nella valle di Goms.  Foto: Daniel Gerstgrasser.
Capanna dell’Oberaarjoch, il 20 agosto 2018. Sullo sfondo un cumulonembo a sud delle Alpi, mentre in primo piano aria umida e fresca tracima nella valle di Goms. Foto: Daniel Gerstgrasser.

Poco prima del tramonto alcune celle temporalesche isolate si sono formate a sud delle Alpi; l’incudine della nube temporalesca era ben visibile anche oltralpe. L’incudine è la parte superiore del cumulonembo (la nuvola tipica dei temporali); essa si forma quando la nube raggiunge la tropopausa, dove l’aria umida non riesce più ad avanzare verso l’alto ed è costretta a diffondersi sui lati. Nella parte inferiore della foto il vento proveniente dalla zona del Grimsel trasporta aria fresca e umida verso la valle di Goms.

Il video seguente mostra chiaramente l’aria fresca e umida che fluisce nella valle di Goms.Video: D. Gerstgrasse

4 dicembre 2018

Un arcobaleno può essere osservato quando si ha il sole alle spalle e una nuvola di pioggia si allontana mentre viene illuminata dal sole. I colori dell’arcobaleno sono il risultato della rifrazione e della riflessione della luce solare attraverso le gocce di pioggia, chiamata a volte anche dispersione. I colori sono sempre gli stessi e appaiono sempre nello stesso ordine, dall’esterno verso l’interno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola.

In un doppio arcobaleno i raggi di luce sono riflessi due volte attraverso le gocce di pioggia. I raggi di luce escono dalla goccia di pioggia con un’altra angolazione e formano il loro proprio arco che circonda il primo (arco principale). L’ordine dei colori spettrali è invertito a seguito della doppia riflessione.

In caso di forte favonio, sulla parte meridionale del Lago dei Quattro Cantoni (chiamato anche Urnersee) si formano dei mulinelli. Questi piccoli vortici di breve durata sono ben visibili attraverso la schiuma che si solleva dal lago. Durante questa giornata sono state misurate raffiche di vento di 102 km/h a Isleten e 92 km/h alla stazione di misura di Altdorf.

6 dicembre 2018

FotoI "alba ripresa": colori rossi all’alba e al tramonto sono il risultato della dispersione della luce solare da parte di molecole di gas, particelle di polvere o vapore. La luce blu (onde corte) subisce una maggiore dispersione rispetto alla luce rossa (onde lunghe), per questo durante il giorno il cielo è blu. Vicino all’orizzonte, all’alba e al tramonto, i colori rossi (onde lunghe) sono predominanti a causa del percorso più lungo attraverso l’atmosfera.

7 dicembre 2018

Visione ingrandita: Vivaci colori autunnali dei vigneti di Lavaux a Chexbres con vista sul lago Lemano nell’ottobre 2017. Foto: Lionel Peyraud.
Vivaci colori autunnali dei vigneti di Lavaux a Chexbres con vista sul lago Lemano nell’ottobre 2017. Foto: Lionel Peyraud.

Il sole splende sul vigneto di Lavaux già ben colorato, in contrasto con il blu profondo del cielo. In autunno il cielo appare particolarmente blu poiché l’aria contiene poca umidità. Poche molecole di acqua sono presenti per disperdere la luce. Quando l’aria è umida, e contiene quindi molte molecole di acqua, la luce del sole è maggiormente dispersa e appare quindi bianca. Questo è anche il motivo per cui il cielo è biancastro in caso di nebbia. Meno l’aria è umida e più il cielo è blu.

8 dicembre 2018

Visione ingrandita: Ambiente autunnale dal Säntis in direzione nord-ovest il 15 settembre 2009 alle ore 18.10. 
Foto: Heinz Graf
Ambiente autunnale dal Säntis in direzione nord-ovest il 15 settembre 2009 alle ore 18.10. Foto: Heinz Graf

Quando la radiazione diretta del sole è oscurata dalle nuvole, il sole sembra essere visibile ai bordi delle nubi. I raggi sono in seguito dispersi con un piccolo angolo dalle particelle di acqua o di pulviscolo. I raggi emergono così dall’ombra delle nuvole e si stagliano in maniera visibile. Questo è talvolta pure chiamato effetto Tyndall.

9 dicembre 2018

Dal punto di vista astronomico, l'anno 2018 è stato caratterizzato dalla più lunga eclissi lunare totale del 21° secolo. In numerose regioni svizzere le condizioni erano ottimale per osservare il fenomeno, con cieli limpidi dopo la dissipazione della nuvolosità cumuliforme in serata. Non solo si è potuta osservare la luna rosse che si trovava nell’ombra della Terra, ma anche il pianeta Marte con colorazioni particolarmente brillanti. 

10 dicembre 2018

Visione ingrandita: Atmosfera nuvolosa sopra il ghiacciaio Tsanfleuron e l'Oldenhorn con le Alpi bernesi sullo sfondo. Foto: Simona Trefalt.
Atmosfera nuvolosa sopra il ghiacciaio Tsanfleuron e l'Oldenhorn con le Alpi bernesi sullo sfondo. Foto: Simona Trefalt.

Le nubi lenticolari sopra i cumuli sullo sfondo sono chiamate pileus. Pileus è un tipo di nuvola con una superficie orizzontale a forma di cappello che si forma appena sopra una nube del tipo cumulo o cumulonembo (nuvola da temporale). I pileus si formano quando venti verticali incontrano uno strato di aria stabile in quota. L’aria ascendente si raffredda e raggiunge il punto di rugiada (condensazione). Un pileus sulla sommità di un cumulo è un segnale che un cumulonembo si sta formando, poiché il pileus si forma in caso di forti ascendenze, condizione necessaria alla formazione di un temporale.

11 dicembre 2018

Visione ingrandita: Tromba d’acqua sul lago di Zurigo il 26 agosto 2018, fotografata da Richterswil. Foto: Daniel Gerstgrasser.
Tromba d’acqua sul lago di Zurigo il 26 agosto 2018, fotografata da Richterswil. Foto: Daniel Gerstgrasser.

L’aria fredda in quota sopra il lago di Zurigo ancora mite ha portato alla formazione di una magnifica tromba d’acqua nelle prime ore del mattino. Il fenomeno è durato circa sette minuti.

Le trombe d’acqua, dall’aspetto spesso trasparente, si formano solamente con condizioni di vento calmo, con aria umida in quota (ciò che permette la condensazione all’interno del vortice il che lo rende visibile) e una grande instabilità (tipico in autunno con l’acqua dei laghi ancora mite). 

Video della tromba d’acqua sul lago di Zurigo (D. Gerstgrasser).

12 dicembre 2018

Visione ingrandita: Nuvole asperitas, tipi di altocumuli fotografati il 22 settembre 2018 sopra Svitto. 
Foto: Peter Beeler.
Nuvole asperitas, tipi di altocumuli fotografati il 22 settembre 2018 sopra Svitto. Foto: Peter Beeler.

Le asperitas sono strutture a forma di onda chiaramente visibili alla base di una nuvola. Sono disposte in maniera caotica e presentano un’organizzazione orizzontale meno marcata delle nuvole undulatus. Le nubi asperitas sono riconoscibili grazia a delle onde locali alla base della nuvola con strutture lisce o maculate. Talvolta questo dà l’impressione che si stia guardando la superficie del mare dall’aspetto rugoso. Queste strutture appaiono generalmente assieme a degli stratocumuli e degli altocumuli, cioè negli strati nuvolosi bassi o medi.

13 dicembre 2018

Visione ingrandita: Turbolenze di scia e condensazione su un aereo all’alba. Vista dal posto di osservazione di MeteoSvizzera all’aeroporto di Zurigo in direzione nord/nord-est il 19 settembre 2018. Foto: Daniel Buck.
Turbolenze di scia e condensazione su un aereo all’alba. Vista dal posto di osservazione di MeteoSvizzera all’aeroporto di Zurigo in direzione nord/nord-est il 19 settembre 2018. Foto: Daniel Buck.

Fenomeni interessanti sono stati osservati nelle prime ore del mattino del 19 settembre 2018 con l'arrivo della prima ondata di aerei dal nord. Gli atterraggi si effettuavano sulla pista 14, il cielo era limpido e l’aria in prossimità del suolo relativamente umida. Questo ha permesso a questa aria umida di condensare sulle ali dell’aereo, nelle zone di depressione e nelle turbolenze di scia che si trovano alle estremità delle ali. Un bel esempio della teoria di Bernoulli che dice che l’aria sulla parte superiore curva dell’ala deve percorrere un percorso più lungo rispetto all’aria sotto la parte inferiore piatta dell’ala. Di conseguenza la velocità dell’aria nella parte superiore è maggiore e per il principio di conservazione dell’energia ciò porta a una pressione più bassa sulla parte superiore dell’ala.

14 dicembre 2018

Visione ingrandita: Galaverna su un albero presso Ruppen (SG) il 13 gennaio 2018. Foto: Corinne Fässler.
Galaverna su un albero presso Ruppen (SG) il 13 gennaio 2018. Foto: Corinne Fässler.

La galaverna si forma grazie a un processo di sublimazione (o condensazione solida), cioè quando il vapore acqueo contenuto nell’aria si deposita su un oggetto direttamente sotto forma solida, senza passare per lo stato liquido. Per il verificarsi di questo fenomeno è necessario che l’umidità relativa dell’aria sia superiore al 90%. La galaverna si forma in particolare al limite superiore della nebbia in presenza di vento e con temperature tra -2 e -10 °C. Nella nebbia si può formare della brina quando le minuscole goccioline di acqua sospese nell’aria gelano a contatto con un oggetto.

15 dicembre 2018

Visione ingrandita: Inizio dell’anno 2017 piuttosto fresco. Dissipazione della nebbia verso le ore 13.20 a Herrliberg (ZH) in direzione nord-ovest. Foto: Martin Schäfer.
Inizio dell’anno 2017 piuttosto fresco. Dissipazione della nebbia verso le ore 13.20 a Herrliberg (ZH) in direzione nord-ovest. Foto: Martin Schäfer.

Il 1° gennaio 2017 un’importante calo di pressione a nord delle Alpi accompagnato da venti sud-occidentali, in particolare in montagna, ha permesso di rimuovere parzialmente il lago di aria fredda. Ciò ha fatto calare il limite superiore dello strato nuvoloso a 500-700 metri. Lo strato si è poi dissolto verso metà giornata; nella regione di Zurigo sono così state misurate fra le 3 e le 5 ore di sole, con una temperatura massima di 0 gradi. Le temperature negative associate alla nebbia hanno permesso alla brina e alla galaverna di depositarsi sulla vegetazione, regalando questo bel ambiente dopo la dissoluzione delle nebbie.

16 dicembre 2018

Visione ingrandita: Prima neve ai bordi del lago Cauma a Flims (GR) il 6 novembre 2017. Gli abeti innevati si riflettono nelle acque turchesi del lago. Foto: Mirjam Baumann.
Prima neve ai bordi del lago Cauma a Flims (GR) il 6 novembre 2017. Gli abeti innevati si riflettono nelle acque turchesi del lago. Foto: Mirjam Baumann.

Per la formazione della neve sono necessari diversi passaggi. Il punto di partenza del processo è la presenza di vapore acqueo. Quando questo si raffredda condensa in minuscole goccioline che, con un ulteriore raffreddamento, finiscono per congelarsi. Congelandosi le goccioline rilasciano calore latente di cristallizzazione che va così a riscaldare l’aria circostante. Questo fa evaporare altre goccioline di acqua che si ricongelano poi comunque direttamente sotto forma di cristalli.

I fiocchi di neve si formano in seguito per aggregazione dei cristalli di ghiaccio attorno a un nucleo durante la caduta. La dimensione e la forma dei fiocchi dipende dalla temperatura e dall’umidità dell’aria nel momento della loro formazione. In presenza di temperature relativamente miti (>-5°C) si formano dei fiocchi grandi. Se l’aria è fredda e meno umida i cristalli di ghiaccio possono assemblarsi meno facilmente e di conseguenza si formano solo fiocchi piccoli.

17 dicembre 2018

Visione ingrandita: Sculture di ghiaccio ai bordi delle rive del lago Lemano (Le Vengeron) il 27 febbraio 2018. Foto: Didier Ulrich.
Sculture di ghiaccio ai bordi delle rive del lago Lemano (Le Vengeron) il 27 febbraio 2018. Foto: Didier Ulrich.

La fine del mese di febbraio 2018 è stata contraddistinta da una situazione di bise glaciale. Per diversi giorni la parte occidentale del Bacino del Lemano è stata sferzata da una bise tempestosa con raffiche che hanno spesso superato gli 80 km/h. La bise era accompagnata da temperature negative, combinazione che ha permesso la formazione di numerose sculture di ghiaccio sulle rive del lago Lemano, in particolare nella regione ginevrina.

18 dicembre 2018

Visione ingrandita: Mattina del 10.10.2018 alle ore 08.40, dopo le prime nevicate nella Val da Camp, capanna Saoseo/GR. Vista sulla montagna Corn da Campa. Foto: Christian Lukasczyk.
Mattina del 10.10.2018 alle ore 08.40, dopo le prime nevicate nella Val da Camp, capanna Saoseo/GR. Vista sulla montagna Corn da Campa. Foto: Christian Lukasczyk.

La neve è molto presente in inverno in Svizzera. Ma cos’è dunque la neve?

La neve è composta di numerosi piccoli cristalli di ghiaccio con formazioni molto variegate. Si trovano placchette esagonali o stelline, come pure a forma cilindrica o simili ad aghi. La struttura molecolare dell’acqua è responsabile della forma esagonale che si riscontra di frequente. D’altra parte le forme dei fiocchi di neve  dipendono dalla temperature e dall’umidità dell’aria.

19 dicembre 2018

Visione ingrandita: Idilio invernale sull’Alpe di Tann, presso il Melchsee-Frutt, il 23.01.2018. Foto: Daniel Gerstgrasser.
Idilio invernale sull’Alpe di Tann, presso il Melchsee-Frutt, il 23.01.2018. Foto: Daniel Gerstgrasser.

Il primo giorno di alta pressione dopo un’abbondante nevicata in montagna. Sul lato sottovento di questa capanna il primo piano è completamente sepolto sotto la neve.

Se si considera l’insieme del trimestre invernale, da novembre ad aprile, l’inverno 2017-2018 è stato, in media, innevato come quello 2008-2009, mentre l’inverno 1981/1982 fece registrare un innevamento maggiore. Nell’inverno delle valanghe 1998/1999 non furono misurati quantitativi comparabili a causa di un inizio di stagione povero di precipitazioni nevose. A quote inferiori ai 1000 metri l’inverno 2017-2018 ha prodotto solo la metà delle precipitazioni nevose abituali.

Fonte : Rapport d‘hiver 2017/18 SLF (Français)

20 dicembre 2018

Meteo e circolazione

Come tutti sappiamo, il tempo influisce in modo importante sulla nostra quotidianità. La neve in particolare porta rapidamente la nostra società moderna a condizioni limite. MeteoSvizzera, attraverso l’elaborazione di diverse previsioni e allerte, è al servizio della popolazione 365 giorni all’anno, 24h/24.

21 dicembre 2018

Visione ingrandita: La conca verso l’alpe Hintergräppelen, il 28 febbraio 2018. La temperatura al momento dello scatto era di -29 °C. Foto Stephan Vogt.
La conca verso l’alpe Hintergräppelen, il 28 febbraio 2018. La temperatura al momento dello scatto era di -29 °C. Foto Stephan Vogt.

Dopo il passaggio di una perturbazione con precipitazioni nevose, quando l’aria artica secca e fredda o una massa d’aria di origine siberiana affluisce verso le Alpi, le nubi si dissolvono e il vento cessa. È in questo momento che nelle conche la temperatura può calare fino a valori estremi. La formazione di questi avvallamenti può avere differenti cause (franamenti, processi glaciali), ma generalmente appaiono come la conseguenza di un processo carsico legato alla sottostante roccia calcarea. Circa un quinto della superficie della Svizzera è stata modellata da questo processo, in particolare il Giura nonché il rilievo delle Prealpi settentrionali e, in parte, le vallate interne alpine (Vallese e Grigioni). È in queste regioni che si sono registrate le temperature più basse del paese. Fra i luoghi più celebri citiamo la Brévine con i suoi -41.8 °C (non omogeneizzati) misurati il 13 gennaio 1987. Nelle combe di Amburnex, nel Canton Vaud, nel gennaio 1945 sono stati misurati -45 °C, mentre il 7 febbraio 1991 al Glattalp/SZ si sono addirittura raggiunti i -52.5 °C. È verosimile che localmente, in avvallamenti dove non disponiamo di stazioni di misura, la colonnina di mercurio possa essere scesa anche più in basso. 

Fonte: https://kaltluftseen.ch (in tedesco).

22 dicembre 2018

Visione ingrandita: Forte nevicata a Latsch, sopra Bergün, il 6 gennaio 2012. Foto: Andreas Hostettler.
Forte nevicata a Latsch, sopra Bergün, il 6 gennaio 2012. Foto: Andreas Hostettler.

Dietro alla depressione “Andreas”, il forte sbarramento da nord ha provocato venti tempestosi, intense nevicate e accumuli importanti di neve nelle Alpi. La foto è stata scattata nella valle dell’Albula. A tutti gli amanti della neve auguriamo di poter godere anche durante queste Feste di bei paesaggi innevati come questo.

23 dicembre 2018

Visione ingrandita: Notte fredda con dei cristalli di neve scintillanti a Kilspijärvi, nella Lapponia finlandese, gennaio 2018. Foto: Lionel Peyraud.
Notte fredda con dei cristalli di neve scintillanti a Kilspijärvi, nella Lapponia finlandese, gennaio 2018. Foto: Lionel Peyraud.

È possibile osservare dei cristalli di neve scintillanti in una giornata soleggiata oppure, come nel nostro caso, in una notte di luna piena con cieli sereni. Perché questo fenomeno si verifichi, è necessario che i cristalli di neve dello strato superiore di una superficie innevata siano composti di cristalli piatti. Questi ultimi riflettono la luce, come degli specchi, quando i raggi del sole, o della luna, li illuminano. Sono questi riflessi che provocano il luccichio. Con tempo asciutto la probabilità di osservare dei cristalli di neve scintillante aumenta. Questo si può spiegare con il fatto che il tempo asciutto non è favorevole alla connessione fra i cristalli, mentre che in caso di tempo umido il vapore acqueo che si deposita sulla loro superficie accentua la loro crescita e dunque il legame fra i cristalli.

24 dicembre 2018

Visione ingrandita: Prima dell’alba, in partenza per una gita sugli sci, il 29 dicembre 2017, di fronte al rifugio Lidernen nella Riemenstaldnertal. Al centro della foto si intravvede il Lago dei Quattro Cantoni. Foto: Kathrin Stäubli.
Prima dell’alba, in partenza per una gita sugli sci, il 29 dicembre 2017, di fronte al rifugio Lidernen nella Riemenstaldnertal. Al centro della foto si intravvede il Lago dei Quattro Cantoni. Foto: Kathrin Stäubli.

Vi auguriamo un buon Natale e un felice anno nuovo.

Care lettrici e cari lettori dei nostri blog, anche il prossimo anno saremo felici di poter continuare ad accompagnarvi nel viaggio attraverso il mondo della meteorologia.

Commenti (33)

  1. Annalisa, 24.12.2018, 20:02

    Auguri!!!! Grazie del vostro calendario...

  2. Silvia Delcò, 24.12.2018, 12:33

    Bellissime foto e interessanti i diversi commenti, bravi.

  3. alessandro, 24.12.2018, 11:44

    Tanti auguri di buone feste a tutti voi di MeteoSvizzera!

  4. Napoli, 24.12.2018, 10:34

    Ho sentito che all’epifania dovrebbe arrivare il gelo che porta la neve. È possibile?

  5. Simone, 20.12.2018, 13:07

    Alla fine il limite delle nevicate è passato dai 900 m iniziali, alle pianure...nulla è perduto ❄😉

  6. Daniele, 19.12.2018, 10:35

    Refuso nella data della foto 2081? o 2018

    1. MeteoSvizzera, 19.12.2018, 12:01

      Grazie, corretto. In effetti nel 2081 probabilmente non si avranno piu simili panorami,...

  7. Napoli, 18.12.2018, 16:22

    Si potrebbe avere un Natale o un capodanno bianco ?

  8. BRUNO, 17.12.2018, 17:54

    Buonasera.non c'entra niente con l'avvento ma è un appunto che devo fare a tutti i metereologi di francia, svizzera, italia.A me sembra che siete sempre un po' in ritardo con le previsioni a medio term. da sempre, cioe' se è previsto come ieri che vien brutto mercoledi'pomeriggio, dopo correggete che vien brutto già all'alba- e meno male che almeno voi corregete...Scusando per la mia mania di precisione, auguri di buone feste.

    1. Chiara, 22.12.2018, 09:32

      E se invece di un problema di tutti i meteorologi di Francia, Italia e Svizzera il problema fosse degli esseri umani, soprattutto alcuni? Si chiama terrore di non poter controllare gli eventi. Si vive felicemente solo prendendo atto che la vita è un evento totalmente privo di certezze. I meteorologi lo sanno scientificamente che non ci sono MAI certezze assolute, per questo fanno ipotesi. E poi ricevono critiche da tutti i fobici.

    2. Simo, 24.12.2018, 13:47

      @Chiara: Bruno ha ragione. Qualche volta i centri meteo devono cambiare le loro previsioni perché i modelli matematici vengono ricalcolati e danno risultati differenti.
      Non credo succeda spesso ma non saprei quantificare. E' comunque legittimo domandarsi perchè succede.
      Però mi piace come incasini le cose @chiara, hai uno stile insolito ma simpatico. Nei socials credo si dica WTF?!! o qualcosa del genere.
      Ti auguro un felice natale.

  9. Franco, 16.12.2018, 11:53

    Ciao seguo sempre il vostro lavoro ma sono un paio di settimane che non riesco a vedere le foto, è un problema solo mio? Grazie

    1. MeteoSvizzera, 16.12.2018, 14:47

      Strano da noi sembra tutto ok, forse un problema di velocità della rete?

  10. Napoli, 16.12.2018, 10:38

    Buongiorno, sono un grande amante della neve e vorrei sapere se entro fine anno fa la neve. GRAZIE

  11. Matteo, 16.12.2018, 10:32

    Sono un amante della neve, e vorrei sapere se entro fine anno fa la neve fino in pianura. GRAZIE

    1. MeteoSvizzera, 16.12.2018, 10:37

      Dai dati attuali bisognerà salire un po' oltre la pianura o spostarsi più a sud oltre i confini svizzeri dove la neve è attesa entro lunedì.

  12. Gianni64, 16.12.2018, 09:36

    Desideravo farvi i complimenti per l' ottimo lavoro che state facendo e che le vostre previsioni sono altamente precise e dettagliate.
    In particolare per la pioggia che gela al suolo prevista a Nord delle alpi che suppongo sia stata purtroppo la causa di gravi incidenti stamane a Zurigo.
    Qui forse le autorità in questi casi di grave pericolo avrebbero dovuto ridurre le velocita o addirittura chiudere tratti di strade. Questo fenomeno è veramemte pericoloso. Bravi Meteo Svizzera.
    Saluti Gianni.

  13. Matteo, 16.12.2018, 09:13

    È possibile una nevicata tra mercoledì 19 e giovedì 20 Dicembre? Grazie

    1. MeteoSvizzera, 16.12.2018, 09:24

      La situazione è ancora incerta, se avremo precipitazioni la neve resterà comunque sopra i 900 metri. Seguite l'evoluzione: https://www.meteosvizzera.admin.ch/home.html?tab=report

  14. ella, 14.12.2018, 21:07

    Veramente molto bello è interessante!
    Grazie per le vostre spiegazioni dì tutti i fenomeni meteorologici

  15. Peo, 14.12.2018, 15:50

    Commenti degni di nota ma scelta grafica opinabile. Buone Feste

  16. Matteo, 10.12.2018, 18:22

    Egregi signori mi poteste dire se la perturbazione del 13/14 arriva anche in Ticino grazie

    1. MeteoSvizzera, 11.12.2018, 07:20

      No, sarà attiva solo piu a sud, per noi un rientro da est con nuvolosità e qualche goccia.

  17. Massimo, 8.12.2018, 09:09

    Bello il calendario. Può essere una idea mettere all’inizio l’articolo del giorno più recente?
    Altrimenti ogni volta bisogna scorrere in giù tutti i giorni precedenti. È solo un suggerimento. Grazie

    1. Marco, 12.12.2018, 13:22

      Concordo!!

  18. mario60, 6.12.2018, 00:07

    Grazie, che avete riproposto questa splendida iniziativa che ci accompagnerà al Natale. Un cordiale augurio di Buone Feste dalla Brianza comasca.

  19. angelo, 5.12.2018, 19:59

    Idea favolosissima!!! Bravi!!!

  20. Simone, 1.12.2018, 22:15

    😀wooow 😊 la forza e la bellezza della natura non hanno limiti 🌀🌬🌊

  21. Chiara, 1.12.2018, 16:29

    Che bella idea, grazie. Mi piace molto.

  22. Luc, 1.12.2018, 09:47

    Ma come mai avete dato 15 gradi a inizio novembre perché così caldo ?

  23. Dario, 30.11.2018, 13:27

    Piacevole ritorno del vostro calendario dell'Avvento. Aiuta a riportare un po' di serenità in questo mondo frenetico.
    Grazie di cuore dalla Valtellina!

  24. Andrea 1, 30.11.2018, 07:15

    Bravi. Il meteocalendario (dell’avvento) sta diventando una piacevole tradizione. Sicuramenre ci sarà qualcuno che avrebbe preferito un calendario dei / delle metereologhe / gi. Ma forse non è il caso di invadere i feudi di calciatori, contadini e pompieri ...
    La meteo ci ha regalato anche e soprattutto quest’anno degli stupendi scenari e fenomeni che in molti avranno immortalato cercando di cogliere l’attimo o la luce più coinvolgenti. Potrebbe essere simpatico di proporre ogni giorno, da qui al 24 di dicembre la foto più rappresentativa del giorno prima a cura, oltre che vostra anche dei lettori. Ovvio, a discrezione della giuria di Locarno Monti
    ( incontestabile). Il vostro carico di lavoro ve lo permetterebbe ? Speriamo di vedere, unitamente
    alle vostre giornaliere suggestioni anche qualche pregevole scatto. Buona giornata e grazie.

  25. Gio, 29.11.2018, 19:05

    Puntuali ,precisi,e competenti come sempre, foto spettacolari !!!. Buone feste anche a voi e buon lavoro !!!