Ambito dei contenuti

Ul dì da pagaa l’asan

9 novembre 2020, 10 Commenti
Temi: Tempo

Un cielo praticamente senza nuvole oggi, sul versante sudalpino. La giornata giusta per andare a riscuotere il pagamento dell’asino.

Come sperare di non pagare mai un asino

Un collega oramai in pensione, ci raccontava che sua mamma, da piccolo, gli raccontava la seguente storiella. Un contadino aveva acquistato un asino da un mercante. Credendosi furbo, nella speranza di mai dover pagare l’asino, riuscì a convincere il mercante che avrebbe pagato l’asino il primo giorno in cui non ci sarebbero state nuvole in cielo, dalla mattina alla sera. Passarono i giorni, si susseguirono le stagioni, e ogni giorno il mercante scrutava ansioso il cielo, nella speranza di non vedere neanche una nuvola. Ma niente, vi era sempre una piccola nuvoletta. Magari al mattino, magari al pomeriggio. Osserva oggi, osserva domani, alla fine la pazienza del mercante fu premiata. Arrivò un giorno completamente sereno dalla mattina alla sera. Il mercante si recò dal contadino, per incassare quanto gli spettava. E il contadino, davanti all’evidenza, fu costretto a pagare. Da quel giorno le giornate completamente serene sono dette “Ul dì da pagaa l’asan”. Traccia di questo detto è presente anche nel Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana, alla voce asan, con riferimento alla località di Bedretto.

 

Giornate senza nuvole in cielo: tante o poche?

Sul versante sudalpino le giornate completamente senza una nuvola in cielo sono alquanto rare. Ma quanto rare siano effettivamente non lo possiamo dire con certezza.  Non è un’informazione che viene raccolta in modo standard dalle nostre stazioni di misura al suolo. Presso le stazioni di rilevamento al suolo si misura infatti la durata giornaliera del soleggiamento, che viene poi espressa in percentuale del soleggiamento massimo possibile, considerando la posizione delle montagne all’orizzonte. Un soleggiamento del 33% significa che per 2/3 della giornata le nuvole hanno oscurato il Sole. Ma un soleggiamento del 100% non significa ancora che quel giorno non vi era una nuvola in cielo. Magari era presente, ma non gettava ombra proprio sulla stazione di misura. Per rispondere alla domanda iniziale bisognerebbe fare un’analisi delle immagini fornite dai satelliti meteorologici. I dati forniti dalle stazioni al suolo ci permettono comunque di fissare un limite superiore. Sicuramente le giornate in cui si sarebbe dovuto pagare l’asino non possono essere di più di quelle con un soleggiamento del 100%. Sono molte di meno. Ma quante effettivamente, non siamo in grado di dirlo senza una ricerca specifica che esula da questo blog. La tabella seguente riporta il numero di giornate dall’inizio del 2000 che hanno fatto registrare il 100% di soleggiamento sul versante sudalpino.

 

Visione ingrandita: Fig. 1: numero giornate per alcune località scelte del versante sudalpino, con soleggiamento relativo del 100%, dal 1.1.2000 al 8.11.2020.
Fig. 1: numero giornate per alcune località scelte del versante sudalpino, con soleggiamento relativo del 100%, dal 1.1.2000 al 8.11.2020.

Per curiosità, dal 2000 sono solo 6 le giornate in cui in tutte le 8 località riportate nella tabella soprastante si è misurato il 100% di soleggiamento relativo. In queste 6 giornate la probabilità che si fosse trattato di un giorno senza nessuna nuvola in cielo è molto alta.

 

Quando non ci sono nuvole in cielo?

In genere la presenza o l’assenza di nuvole nel cielo è strettamente collegata a quanto umidità è presente nell’aria: se l’aria è molto secca è difficile che si raggiunga prima o poi la condensazione e quindi la formazione delle goccioline o dei cristallini che compongono le nuvole. Per contro se l’aria è umida ciò è molto più facile. Con riferimento al versante sudalpino le situazioni meteorologiche che portano con maggior frequenza ad avere nei nostri cieli aria secca sono due: le situazioni di alta pressione e le situazioni di vento da nord. In entrambi i casi all’interno dell’atmosfera si creano dei movimenti verticali verso il basso (tecnicamente tale processo è chiamato di subsidenza). Vale a dire l’aria sopra di noi tende non solo a muoversi in orizzontale, ma anche in verticale, scendendo verso il basso. Questo movimento discendente nelle situazioni di alta pressione è quasi impercettibile, mentre con il vento da nord può essere anche molto violento. Quando un volume d’aria scende, viene compresso (la pressione aumenta avvicinandosi al terreno) e si riscalda (tecnicamente si parla di compressione adiabatica). Scaldandosi la sua umidità relativa si abbassa, l’aria diventa sempre più secca, impedendo la formazione delle nuvole. Le nuvole che eventualmente erano presenti all’inizio del processo di discesa tendono addirittura a dissolversi. Se il processo di discesa è sufficientemente sviluppato il cielo diventa completamente sereno.  Ovviamente non tutte le situazioni anticicloniche e non tutte le situazioni con vento da nord garantiscono cieli completamente sereni per tutto il giorno. Come sovente capita in meteorologia, è necessario che gli ingredienti siano presenti nelle giuste, in questo caso diremmo addirittura perfette, proporzioni. Altrimenti una qualche nuvoletta qua e là spunterà prima o poi.

 

E oggi avremmo pagato l’asino?

Una vasta zona di alta pressione ricopre l’intera Europa. Forse che è la volta buona per il mercante che ha venduto l’asino?

Visione ingrandita: Fig. 2 Panorama da Locarno-Monti, oggi sul mezzogiorno.
Fig. 2 Panorama da Locarno-Monti, oggi sul mezzogiorno.

L’immagine precedente mostra il panorama visto da Locarno-Monti oggi sul mezzogiorno. Anche al mattino e al pomeriggio era molto simile. Verrebbe da dire che l’asino oggi andava pagato … se non che, il contadino che ha una buona vista e ha scovato anche oggi alcune nuvolette, piccole piccole … ma sempre di nuvolette si è trattato.

Visione ingrandita: Fig 3: cumuli umili sul Ghiridone (a sinistra) e sul Camoghè (a destra), viste da Locarno-Monti, oggi sul mezzogiorno.
Fig 3: cumuli umili sul Ghiridone (a sinistra) e sul Camoghè (a destra), viste da Locarno-Monti, oggi sul mezzogiorno.

Morale della storia: anche oggi al contadino è andata bene … per lo meno se fosse stato un contadino di Locarno-Monti. Ma magari in altre località è proprio stata una giornata … da pagaa l’asan.

 

Commenti (10)

  1. Ottavia, 11.11.2020, 13:25

    Complimenti ! Bello questo blog che coniuga sapintemente scienza e cultura popolare, descrivendo un fenomeno atmosferico che tutti abbiamo già visto ma mai osservato !

  2. Christian, 10.11.2020, 09:59

    Grazie!

    Questa storia dell'asino è pane per i miei denti. Faccio la guida turistica e certe storielle sono l'anima, il sale e la gioia del mio lavoro.

  3. Massimo, 10.11.2020, 08:20

    Oggi era di turno il meteorologo narratore, il mio preferito. Colui che esprime la propria passione con un racconto condito di nozioni tecniche semplici e piacevoli. Complimenti.

  4. Giovanni, 9.11.2020, 21:25

    Cari ragazze/i di meteoSwiss , certo che con situazioni meteorologiche così “piatte” ed uguali perduranti come le attuali , le espressioni dialettali, possono dare spunti per stilare un blog, peraltro molto spiritoso. Ne aggiungerei un altro, detto dialettale, se permettete e cioè: vusa, vusa, che tant la vus dan’asan la va’ mai in ciel! Questo per dire che la voce di un poveretto
    Non viene ascoltata da nessuno.

    1. Giulia, 10.11.2020, 09:45

      @Giovanni detto più che veritiero 😉. Bello e non lo conoscevo.

  5. Chiara, 9.11.2020, 17:43

    Bella questa! E il più felice resta sempre l'asino. :-)

  6. Teresa, 9.11.2020, 17:09

    Grazie,
    mi sono lasciata catturare e trasportare da questo bel blog.
    Molto spiritoso e pure istruttivo.

  7. davide, 9.11.2020, 16:43

    interessante, mi é piaciuto il testo sull'asino, complimenti!!!

  8. roberto BG, 9.11.2020, 16:20

    Seconda riga in alto, paragrafo Come pagare...,
    sostituire "ad un mercante" con
    "da un mercante",
    altrimenti confonde un pò le idee.

    Buon lavoro - roberto BG -

    1. team MeteoSvizzera, 9.11.2020, 18:01

      fatto, grazie