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Disturbo in quota

8 novembre 2020, 3 Commenti
Temi: Tempo

La regione alpina si trovava anche oggi fra la depressione con centro sopra il vicino Atlantico e l’anticiclone sull’Europa orientale. Una piccola depressione in quota era inoltre presente sulla Francia, ma la zona perturbata ad essa associata, che sfiorava la Svizzera da sud-ovest, è risultata decisamente indebolita, riuscendo a produrre delle bande nuvolose, soprattutto sulla Svizzera romanda e a sud delle Alpi, ma solo qualche goccia qua e là.

Vista dalla mongolfiera sopra il Toggenburgo fino al Churfirsten. L’atmosfera caliginosa è dovuta alla presenza di polvere del Sahara. Foto: Urs Frieden
Vista dalla mongolfiera sopra il Toggenburgo fino al Churfirsten. L’atmosfera caliginosa è dovuta alla presenza di polvere del Sahara. Foto: Urs Frieden

Sull’Altopiano centrale e orientale, nonostante la presenza del disturbo in quota che dovrebbe normalmente contribuire al rimescolamento dell’aria, la nebbia formatasi nella serata di sabato è rimasta in parte persistente fino a pomeriggio inoltrato. Il limite superiore della nebbia era situato attorno ai 700 metri.

Solitamente, quando vi è la formazione di nebbie, al di sopra del limite superiore si trovano condizioni soleggiate, legate generalmente alla presenza di un’alta pressione. Oggi a nord delle Alpi questa regola è stata disattesa, e sopra la nebbia invece di trovare il sole vi erano delle formazioni nuvolose legate ad una depressione secondaria in quota che ha fatto affluire aria più umida da sud-ovest verso la Svizzera.

Visione ingrandita: Fig. 1: A sinistra il radiosondaggio di Payerne di oggi 8.11.2020 alle ore 00 UTC. A destra la vista dalla webcam sulla Dôle alle ore 07.10 UTC. Si riconosce bene lo strato di nebbia e le bande nuvolose sovrastanti.
Fig. 1: A sinistra il radiosondaggio di Payerne di oggi 8.11.2020 alle ore 00 UTC. A destra la vista dalla webcam sulla Dôle alle ore 07.10 UTC. Si riconosce bene lo strato di nebbia e le bande nuvolose sovrastanti.

Nonostante il radiosondaggio di Payerne mostri uno strato secco fra il limite superiore della nebbia a 700 metri e la banda nuvolosa situata attorno ai 4000 metri, la visibilità sopra la nebbia non era molto buona. Come descritto nel blog di ieri, questo è dovuto alla presenza di polvere del Sahara. Questo fenomeno non è però riscontrabile guardando il radiosondaggio in quanto le particelle asciutte non sono detettate dai sensori dell'umidità delle radiosonde.

Visione ingrandita: Webcam di MeteoSvizzera sul Mt. Pélerin (sopra Vevey) con vista sopra il lago di Ginevra alle ore 8 UTC (sopra) e alle 11 UTC (sotto).
Webcam di MeteoSvizzera sul Mt. Pélerin (sopra Vevey) con vista sopra il lago di Ginevra alle ore 8 UTC (sopra) e alle 11 UTC (sotto).

Sotto, dentro, sopra o dopo la nebbia...

Commenti (3)

  1. Teresa, 9.11.2020, 08:11

    Interessante approccio, anche verso il nord delle Alpi. Grazie

  2. Giulia, 9.11.2020, 00:09

    ...anche il Sahara non potrebbe starsene un po’ dalle sue parti e lasciare un clima adatto alle nostre latitudini 🧐🙃.

  3. Giovanni, 8.11.2020, 19:29

    E dopo un ottobre turbolento, un novembre che più mite e stabile non si può - il tempo non finisce di sorprendere nei cambiamenti climatici, un pò come gli USA che giorni fa dichiarano di uscire dagli accordi di Parigi ed ora col nuovo presidente annunciano di voler rientrare.