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Satelliti e riso

10 maggio 2019, 9 Commenti
Temi: Tempo

L’area delle risaie del Vercellese visibili dal satellite della NASA.

Immagine satellitare della NASA Worldview, il 1°maggio 2019
Immagine satellitare della NASA Worldview, il 1°maggio 2019

Guardando invece l’immagine seguente del satellite ad orbita polare Metop-B, (Fig.1) si nota più chiaramente la grande "chiazza" sulla pianura a sud del Lago Maggiore: si tratta delle risaie allagate. 
 

lo strumento che cattura questo tipo di immagini, Metop-B_overview, è l'AVHRR. I dati vengono processati a MeteoSvizzera, grazie al software open source Pytroll, al cui sviluppo partecipa la Divisione "Radar, Satelliti e Nowcasting" di Locarno-Monti.
 

Visione ingrandita: Fig. 1: Immagine del satellite europeo Metop gestito da EUMETSAT.
Fig. 1: Immagine del satellite europeo Metop gestito da EUMETSAT.

L’importanza dell’acqua nella coltivazione del riso nelle risaie piemontesi.

Visione ingrandita: Fig. 2: Risaia sommersa
Fig. 2: Risaia sommersa

La semina del riso in risaia avviene tra aprile e i primi di maggio. Il riso viene seminato in acqua, nella risaia allagata, oppure in asciutta, ovvero nella risaia non sommersa.

Chi semina in asciutta in Piemonte, lascia che le sementi germinino prima dell’allagamento della risaia. Poi, quando la piantina ha raggiunto l'altezza di circa 10 centimetri, viene fatta entrare l’acqua nel campo e vi resta per tutta la crescita.

Ci sono campi in cui si semina anche direttamente nella risaia già sommersa. Spesso è il tipo di terreno a consigliare all’agricoltore quale tecnica di semina adottare.

La semina in acqua viene chiamata anche a spaglio. Dopo alcuni giorni dalla semina si toglie acqua alla risaia per permettere alla piantina di riso di radicarsi bene nel terreno. Il campo viene di nuovo in seguito allagato.

Il riso è raccolto tra settembre e ottobre. Il momento della semina e dell raccolto del riso dipendono dall’andamento meteorologico della stagione.
 

Riso ticinese

Visione ingrandita: Fig. 3: Coltivazioni sul delta della Maggia
Fig. 3: Coltivazioni sul delta della Maggia

Ai Terreni alla Maggia si coltiva invece il riso a secco, che permette un enorme risparmio di acqua.

Sul delta del fiume Maggia è stata introdotta la coltura a secco di una particolare varietà di riso, il Loto.
Il riso non è una graminacea necessariamente acquatica, perciò può essere coltivato in asciutta con grande successo. Questo metodo è stato ideato per coltivare il riso nei climi desertici e semi-desertici perché si riesce a risparmiare fino al 60% d’acqua. In Ticino si irriga una o due volte alla settimana. In totale, per l’intero periodo di vegetazione ne occorrono dai 300 ai 500 mm. In coltura sommersa, invece, sono necessari dai 1500 ai 3000 mm. Il risparmio è notevole, ma bisogna essere vigili perché l’acqua non dovrebbe comunque mai mancare in un campo di riso.

Chissà se in futuro si faranno progressi tali da permetterci anche di riconoscere le risaie a secco del nostro Cantone da un’immagine satellitare?

 

Commenti (9)

  1. Chiara, 11.05.2019, 18:33

    Rispondo ad Andrea. Diciamo che quanto a inquinanti il discorso è sempre difficile. Non ho personalmente visto delle analisi chimiche ma posso confermare che la Sesia in tutta la parte alta non riceve scarichi di fabbriche quindi scende abbastanza pulita per un bel percorso e alcune fabbriche che anni fa inquinavano sono state messe a norma. Ma la coltivazione in sé viaggia a pesticidi, che hanno sostituito le romantiche storiche e indomite mondine. Negli ultimi anni ci sono aziende più attente che stanno provando colture meno chimiche ma sono piccole produzioni. Di tutto rispetto. Se passate nel periodo vercellese dopo il raccolto e la pulitura del chicco, entrate nelle riserie lungo la strada e comprate direttamente.

    1. Andrea 1, 12.05.2019, 08:33

      Infatti il bacino imbrifero del Sesia, che raccoglie le acque del lato sud-orientale del Monte Rosa, scorre in zone prevalentemente selvaggie. Solo al suo sbocco sulla Valpadana tocca alcuni centri abitati importanti, ma, tutto sommato, a parte alcune industrie nel frattempo messe a norma il Sesia passa abbastanza indenne il contatto con i territori urbani. Tutt’altra storia invece la conosce il percorso del Ticino, da qui la supposizione che l’acqua di questo fiume sia più inquinata di quella del Sesia. Giustamente vanno considetate anche le sostanze chimiche usate dall’agricoltura. Ma anche qui gli sforzi per migliorare la situazione sono in corso. Penso che fra i produttori sia in atto un cambiamento positivo dettato da una coscienza ambientale più moderna. Me lo auguro, il riso rimane uno dei miei alimenti preferiti. 😊 Le rane ringraziano e purtroppo anche le zanzare 😉

  2. mike, 11.05.2019, 17:08

    Sono transitato proprio ieri da quelle parti, tra Novara e Vercelli ed effettivamente devo condividere il commento di @Chiara riguardo al magnifico paesaggio delle risaie. Il rovescio della medaglia sono e saranno le zanzare che trovano in quei luoghi l'habitat ideale. Lotta continua non solo dopo il tramonto, ma anche durante il giorno!

    1. Chiara, 11.05.2019, 18:36

      Le zanzine ci sono, ma c'è una cosa molto più bella che vi auguro di sentire in certi orari: il canto delle rane. Poesia pura.

  3. Giulia, 11.05.2019, 11:56

    Ottimo osservatore il signor Andrea ricordando quanto ha fatto l’alimento “riso” nei periodo tristissimo della guerra.

    1. Giulia, 11.05.2019, 16:30

      Quindi, un mio modesto parere, anche la globalizzazione risolvere poco o nulla e la mia opinione rimane: la storia non insegna. 🤔

  4. Andrea 1, 11.05.2019, 10:25

    Di nuovo un'interessante "escursione", questa volta nel mondo delle risaie. Il riso, questo alimento che sfama più di ogni altro l'umanità in costante crescita é strettamente correlato ad imponenti opere ingegneristiche, in oriente con spettacolari terrazzamenti, qui da noi con geniali sistemi di canali e una disciplinata filosofia delle irrigazioni.
    Il Ticino é legato a doppio filo a questa realtà vicina. Il riso ha sfamato anche noi durante le varie vicissitudini storiche, l'ultima volta durante la seconda guerra mondiale diventando importante oggetto di contrabbando. Oggi diamo tutto per scontato e pensiamo che, grazie alla globalizzazione, certe opere passate non siano più prioritarie, ma basta che un parametro meteorologico o climatico si modifica ed ecco che ripiombiamo nello sconcerto più totale.
    Curiosità: si dice che la qualità del riso "alto vercellese" irrigato dal Sesia sia preferito a quello irrigato dal Ticino a causa di un maggior contenuto di inquinanti di questo fiume.

  5. Giulia, 11.05.2019, 08:51

    Si è stupendo vedere queste immagini soprattutto quando si sono già viste in loco

  6. Chiara, 11.05.2019, 01:24

    Da vercellese confermo tutto. Questo anno con la siccità invernale ci sono stati ritardi per la semina, non essendoci acqua e non potendo allagare e l'annata era a rischio. Sono riusciti a seminare al limite con una varietà tardiva. Il paesaggio delle risaie è stupendo. Vederle dall'alto è affascinante.