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Primavera nella media

31 maggio 2019, 4 Commenti
Temi: Clima

In Svizzera la primavera 2019 è stata caratterizzata, presa sul suo insieme, da condizioni meteorologiche nella media. Se marzo è stato mite e straordinariamente soleggiato, in aprile sono invece stati registrati nuovi record di neve fresca a livello locale e maggio ha visto un finale di primavera insolitamente fresco e grigio.

La primavera in Leventina, a 1380 metri di quota. Immagine N. Gobbi
La primavera in Leventina, a 1380 metri di quota. Immagine N. Gobbi

Due mesi miti e un mese fresco

Le temperature medie della primavera 2019 sono state sull’insieme della Svizzera all’interno della norma 1981 – 2010. A sud delle Alpi la norma è stata superata di circa mezzo grado, mentre in montagna a livello regionale sono stati misurati valori di poco al di sotto delle medie.

La temperatura di marzo 2019 è stata in tutta la Svizzera superiore alla norma 1981 – 2010. Dal Giura a Basilea l’anomalia è stata di circa 2 gradi, così come nella Svizzera orientale e nella regione del Lago di Zurigo. Nel resto della Svizzera la deviazione dalla norma è stata invece minore, e compresa tra 1 e 2 gradi. La media nazionale è così risultata di 1.5 gradi superiore alla norma 1981 – 2010.

In aprile a nord delle Alpi la temperatura media è stata superiore alla norma di 0.1 – 0.7 gradi, mentre nelle Alpi l’anomalia è stata compresa tra 0.6 e 1.0 gradi. Il versante sudalpino ha registrato invece valori tra 0.2 e 0.9 gradi sopra la norma. A livello nazionale l’anomalia positiva è così risultata di 0.6 gradi sopra la media 1981 - 2010.

Il mese di maggio è stato invece più fresco del normale, con una deviazione media nazionale negativa di 2.5 gradi rispetto alla norma 1981 – 2010; esso è risultato il mese di maggio più fresco dal 1991. La distribuzione geografica della deviazione della temperatura vede valori tra 1.0 e 1.5 gradi a sud delle Alpi e tra 2 e 3 gradi a nord di esse.

 

Precipitazioni abbondanti nelle Alpi orientali

Nelle Alpi orientali durante la primavera 2019 è piovuto tra il 110 e il 150% della norma 1981 – 2010. A Davos e sul Säntis, per esempio, la precipitazione stagionale è stata rispettivamente il 157 e del 159% della norma. Per queste due località la primavera 2019 è stata tra le dieci più piovose dall’inizio delle misure, avvenuto nel 1867 a Davos e nel 1883 sul Säntis. Per quest’ultima stazione quella del 2019 è stata addirittura la terza primavera più ricca di precipitazioni. Nel resto della Svizzera si è misurato dal 70 al 90% della precipitazione normale, cosicché a livello nazionale la precipitazione primaverile è risultata all’interno della norma 1981 – 2010.

Le precipitazioni del mese di marzo sono state piuttosto scarse sul pendio nordalpino, in Ticino e nel Vallese meridionale (65 – 100 % della norma 1981-2010). Nel Nord e nel centro dei Grigioni, invece, così come lungo il Giura occidentale, si è misurato a livello locale dal 100 al 140 % della precipitazione normale. In tutta la Svizzera le precipitazioni si sono verificate solo nella prima metà del mese, in quanto il tempo della seconda metà del mese è stato completamente asciutto.

A Sud delle Alpi, nei Grigioni, nelle Alpi centrali e nell’Alto Vallese le precipitazioni del mese di aprile sono state il 130 – 200 % della norma 1981-2010, a livello locale perfino il 200 % di essa e sono stati registrati dei record nei quantitativi di neve fresca. Nelle rimanenti regioni le precipitazioni sono state il 60 – 90 % della norma.

In maggio nella Svizzera centrale e orientale vi sono state molte precipitazioni, con quantitativi compresi tra il 110 e il 150% della norma 1981 – 2010. Nella Svizzera occidentale e nordoccidentale, invece, sono stati misurati valori attorno al 60 – 90% della norma, mentre a sud delle Alpi e in Vallese in alcune località è piovuto solo la metà del normale.

 

Soleggiamento primaverile nella media

Durante la primavera 2019 nella maggior parte della Svizzera il soleggiamento è stato compreso tra il 90 e il 110% della media 1981 – 2010, attorno quindi ai valori normali.

In marzo la durata del soleggiamento ha raggiunto ampiamente il 125 - 150 % della norma 1981-2010. Per molte località su entrambi i versanti delle Alpi è stato uno dei dieci mesi di marzo più soleggiati dall'inizio delle misurazioni nel 1961. Nella seconda metà del mese, in particolare, la durata massima possibile del soleggiamento è stata raggiunta in tutte le zone della Svizzera per molti giorni. Mentre in Vallese essa è stata complessivamente nella norma, nelle Alpi e nei Grigioni orientali i valori sono stati compresi tra il 115 e il 125 % della norma 1981-2010.

La durata del soleggiamento del mese di aprile è stata compresa tra l’80 e il 110 % della norma, al Nord delle Alpi essa ha raggiungo localmente il 120 %. Al Sud delle Alpi e in Engadina il soleggiamento è stato generalmente inferiore alla norma 1981 – 2010 con valori compresi tra il 70 e il 90 %.

Il mese di maggio è stato invece povero di sole: la durata del soleggiamento è stata per lo più compresa tra il 60 e l’80% del normale. Solo sulle regioni più occidentali e a sud delle Alpi si è registrato a livello locale più del 90% della norma di soleggiamento 1981 - 2010.

 

Il rapporto definitivo sulla primavera 2019 sarà disponibile dal 13 giugno nella rubrica dedicata ai bollettini climatici.

Commenti (4)

  1. Marco, 1.06.2019, 17:58

    Buongiorno, scusate l'intrusione, ho un paio di domande che non c'entrano molto... Con quale frequenza misura la rete radar di meteosvizzera? È possibile che il segnale il 5G interferirà con le rilevazioni? Grazie mille, buon weekend.

    1. MeteoSvizzera, 1.06.2019, 19:09

      La rete radar di MeteoSvizzera lavora in banda C, 5.5 GHz. Per quel che riguarda la Svizzera la distribuzione delle frequenze rispecchia regole ferree che non andranno ad interferire con le nostre attività, anche con l'avvento della telefonia mobile 5G.

  2. Andrea 1, 1.06.2019, 07:14

    Le cifre parlano di “primavera nella media”. Le api del signor Michele invece devono cotendersi i fiori da bottinare, tant’è. Il mese di maggio è un mese “tradizionalmente” (si puó dire o è meteopoliticamente scorretto ?) piovoso. Le api lo sanno, gli umani sono un po’ scarsi di memoria. In futuro si vorrebbe, almeno stando a certe correnti di pensiero, un ritorno al passato. I diluvi primaverili, ancorati nei detti popolari (...dì da la scenza ecc.), estati fredde che affamano il bestiame sugli alpeggi fino ai laghi principali ghiacciati, saranno anche scientificamente iteressanti, ma non hanno nulla di entusiasmante. le api lo sanno e si adattano, vogliamo far loro (e di riflesso a noi) un vero piacere? Smettiamola di spargere troppe porcherie chimiche. Al sigor Michele e alle sue api auguro una fioritura montana coi fiocchi, i presupposti sono buoni.

  3. Michele, 31.05.2019, 16:24

    i vostri dati mi confermano ancora di più che questa primavera è stata davvero un po' strana :caldo quando ci voleva il freddo e viceversa con conseguenze su tutte le fioriture.il tutto me lo confermano anche i miei alveari che si trovano in una situazione di fame ormai da 30 giorni Soprattutto quelli situati dal Fondovalle (Ossola) in su: non si sono avute le grosse fioritura di acacia a causa freddo e vento e le api non hanno potuto farsi le scorte. Salvo qualche zona poco più fortunata, in generale la situazione è veramente preoccupante: non so se ciò è determinato dai cambiamenti climatici Ma se e Questa sarà la normalità ...a sem a post! !!