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Böögg 2019, 17'45'' estate media?

8 aprile 2019, 8 Commenti
Temi: Tempo

Il Böögg è un pupazzo in formato gigante che rappresenta l’inverno. La sua testa è riempita con petardi e fuochi d’artificio. Incendiato nell’ambito della tradizionale festa di primavera del Sechseläuten a Zurigo, tiene tutti col fiato sospeso: secondo la tradizione popolare quanto più veloce esplode la testa del Böögg, tanto più bella sarà l’estate.

Böögg per uso personale (immagine Feuerwerkshop)

Il momento culminante della tradizionale festa primaverile delle corporazioni di Zurigo è il rogo del Böögg. Un pupazzo in formato gigante, a simbolizzare l’inverno, riempito di ovatta e posizionato sopra una catasta di legname, nel bel mezzo dell‘omonima piazza, la Sechseläutenplatz. Al sesto rintocco delle campane della vicina Chiesa di S. Pietro, alle 18:00 in punto dunque, la pira del Böögg viene accesa. Secondo la tradizione popolare il tempo che impiega a bruciare, fino all’esplosione della testa del Böögg, riempita di petardi e fuochi d‘artificio, fornisce un’indicazione su come sarà l’estate successiva: prima esplode la testa e più “bella” sarà l’estate. Questa credenza popolare può essere verificata tramite i dati meteorologici raccolti negli scorsi anni.

 

Il tempo che impiega a bruciare il Böögg e la temperatura dell’estate

Alcuni anni fa MeteoSvizzera ha provato a verificare la correttezza o meno della credenza popolare, prendendo come riferimento una grandezza che dovrebbe essere direttamente legata a quanto sia „bella“ l’estate: la temperatura media dell’intero periodo estivo. Se rappresentiamo su un grafico per ogni anno il valore della temperatura media estiva e il tempo impiegato dal Böögg per bruciare, otteniamo il risultato indicato nell’immagine seguente.

L’analisi statistica fornisce un coefficiente di correlazione di appena 0.08, statisticamente non significativo. Una correlazione così bassa suggerisce che non sussiste in pratica nessuna relazione fra le due serie analizzate. In altre parole: non è possibile mostrare nessuna capacità previsionale del rogo del Böögg.  O detto altrimenti, quando il Böögg ci azzecca, lo fa per puro caso. Come avvenne nel 2003, quando il Böögg esplose dopo soli 5 minuti e 42 secondi. E l’estate 2003 fu, come probabilmente tutti si ricordano, un estate rovente. Se poi fu anche un’estate “bella”, beh questo forse è meglio lasciarlo al giudizio personale di ognuno di noi.

Il Böögg non è un buon previsore

Il pessimo risultato (per il Böögg) fornito dall’analisi statistica non dovrebbe però stupire: per quale motivo un pupazzo di ovatta che brucia dovrebbe essere in grado di fornire una affidabile previsione? Il tempo che impiega il Böögg a bruciare non dipende, infatti, da nessuna grandezza meteorologica significativa per una previsione stagionale. Ad esempio non tiene conto delle condizioni di temperatura dell’Oceano atlantico, della distribuzione della neve al suolo sull’emisfero settentrionale, dell’estensione di ghiacci marini, … tutti fattori questi che pian pianino si inizia a capire sono in grado di influenzare le condizioni meteorologiche a distanza anche di alcuni mesi. Piuttosto il tempo che il Böögg impiega a bruciare dipende da come è costruita la catasta di legna, dall’umidità della legna come pure dalle condizioni meteorologiche del giorno della festa popolare. Senza poi dimenticare il quantitativo di sostanza combustibile aggiunta per innescare la combustione della pira. Nonostante ciò la credenza popolare non viene scalfita dal risultato dell’analisi scientifica. E la festa del Sechseläuten è una festa sempre molto sentita e di grande partecipazione popolare.

 

Commenti (8)

  1. Franco, 9.04.2019, 09:18

    Chissà se il Rababou a Friburgo è un metereologo più affidabile...!

  2. Giovanna Bosshard, 9.04.2019, 06:19

    Bellissimo commento come del resto sempre!

  3. MICHELE, 9.04.2019, 00:25

    Garantisco personalmente che anche sull'OLIMPO il "meteosvizzera" è seguitissimo, ....
    ...quindi quei dispettosi di Eolo

  4. Giovanni, 8.04.2019, 21:39

    Vi ringrazio per questa nota folkloristica di cui non conoscevo l'esistenza.
    Leggo altresì che nel Midwest Usa sta succedendo un disastro ambientale che ha pochi precedenti, mentre Trump continua a negare i cambiamenti climatici.
    Di questa disastrosa alluvione su colture importanti, lo staff ne ha già parlato? me la sono persa malgrado il perdurare?
    Riporto un report che leggo in real time:
    AccuWeather stima che il danno totale e la perdita economica causata dalle inondazioni da record negli Stati Uniti del Midwest questa primavera ammonteranno a $ 12,5 miliardi, sulla base di un'analisi dei danni già inflitti e di quelli previsti da ulteriori inondazioni. Fino a lunedì notte (questa prossima), le precipitazioni massime più elevate tra i 3 ei 6 pollici si prevede possano estendersi dal Texas orientale e dalla Louisiana occidentale all'Arkansas sud-orientale, al nord del Mississippi e alle parti occidentali della Tennessee Valley.

    1. Albi65, 9.04.2019, 13:04

      Magari scoppiasse il Trüümp al posto del Böögg..

    2. andreas, 10.04.2019, 12:29

      @albi65 ma non ho capito sto accanimento su trump!inquinano solo gli stati uniti??il resto del mondo è innocente?

    3. A. Lombardi, 11.04.2019, 09:34

      Per "andreas": (1) Io lo capisco molto bene; quello che non capisco é per qual motivo su di una piattaforma di un'ufficio a carattere scientifico si lascia spazio a prese di posizione prettamente politiche. (2) Torniamo alla scienza: No, non e' solo l'America del Nord ad inquinare, ma tutti. In termini assoluti sembrerebbe che la Cina sia la "prima della classe", USA la "seconda", India la "terza", seguite poi da Russia, Giappone e Germania in "sesta posizione". Le cose cambiano se si calcola l'inquinamento pro capite per questi 6 paesi: La "prima della classe" é l'USA seguita dalla Russia, Giappone, Germania, Cina e come "ultima delle 6" l'India. Da notare, che l'Italia si metterebbe tra la Cina e l'India. Interessante per me, é stato di trovare la Germania cosi' "in alto". Fonte: Wikipedia (11.4.19, ore 9:27); da notare che usando altri fonti, la lista non cambia di molto. Distinti saluti, A.

    4. Chiara, 11.04.2019, 09:54

      Il mondo del Püütiin inquina altrettanto e anche di più, ma è noto che di là viene fatto sparire chi parla, così nessuno sa nulla, nessuno ne parla e le colpe delle malefatte vanno al mondo dove esiste la libertà di parola e di stampa. L'Europa, vecchio continente, continua a essere al top dei disastri...anche solo perché lo fa da più tempo.