Che aspetto potrebbe avere il prossimo inverno se mostrasse le anomalie termiche osservate durante l'estate appena terminata? In questo blog vi presentiamo un semplice esperimento numerico.

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Che aspetto potrebbe avere il prossimo inverno se mostrasse le anomalie termiche osservate durante l'estate appena terminata? In questo blog vi presentiamo un semplice esperimento numerico.

L'estate 2026 è stata caratterizzata da temperature quasi sempre superiori alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Confrontando i valori misurati a Lugano con la climatologia estiva di riferimento, emergono anomalie giornaliere molto marcate, con una media di circa +2.6 °C per le temperature minime e +3.8 °C per le temperature massime.
La domanda che ci siamo posti è semplice: che temperature avremmo il prossimo inverno se presentasse gli stessi scarti dalla media registrati durante l'estate appena trascorsa?
Per cercare una risposta abbiamo utilizzato la climatologia giornaliera invernale di Lugano relativa al periodo 1991-2020, considerando quindi l’andamento medio delle temperature minime e massime per ogni giorno tra dicembre e febbraio. Successivamente abbiamo applicato a ciascun giorno invernale l'anomalia osservata nel corrispondente giorno estivo. Ad esempio, l'anomalia del 1° giugno è stata sommata alla temperatura media del 1° dicembre, quella del 2 giugno alla media del 2 dicembre e così via fino alla fine del trimestre. In questo modo si ottiene una serie "invernale traslata" che mantiene le anomalie osservate nell'estate 2026 applicate alle medie climatologiche invernali.

L'andamento delle temperature evidenzia ovviamente un inverno sensibilmente più mite rispetto alle condizioni climatiche medie. Le anomalie positive osservate durante gran parte dell'estate 2026 determinano un marcato innalzamento sia delle temperature minime sia delle temperature massime lungo l'intero trimestre invernale simulato. Le temperature minime risultano generalmente superiori ai valori climatologici di alcuni gradi, con periodi caratterizzati da anomalie particolarmente elevate che portano diversi giorni invernali a presentare valori tipici delle mezze stagioni. Le notti si avvicinerebbero di rado agli zero gradi. Anche le temperature massime mostrano incrementi consistenti, raggiungendo e superando per lunghi periodi i 10 gradi.
Per valutare meglio il significato dello scenario simulato, è interessante confrontarlo con un riferimento reale: l'inverno 2024/25, il più caldo mai registrato a Lugano.

Nel grafico, le curve relative all'inverno simulato si collocano per gran parte del trimestre al di sopra di quelle relative all'inverno 2024/25. Questo significa che, se le anomalie termiche registrate nell'estate 2026 dovessero ripresentarsi durante la prossima stagione fredda, il risultato sarebbe un inverno ancora più mite rispetto all'attuale record storico.
L'aspetto più sorprendente è la persistenza del segnale caldo. Mentre l'inverno 2024/25 è stato caratterizzato da numerosi episodi eccezionalmente miti, nello scenario simulato tali condizioni diventano quasi la norma per lunghi periodi. Le temperature massime risulterebbero quasi sempre superiori a quelle osservate nell'inverno record.
È importante sottolineare che questo esperimento non rappresenta né una previsione meteorologica né uno scenario climatico realistico. L'inverno e l'estate sono governati da processi atmosferici differenti. Trasferire direttamente le anomalie di una stagione a un'altra non ha quindi un significato fisico rigoroso. Lo scopo dell'esercizio è esclusivamente illustrativo: mostrare in modo intuitivo quanto sarebbe mite un inverno se fosse caratterizzato dagli stessi scarti dalla norma osservati durante l'estate 2026.
Proprio per questo motivo il risultato è particolarmente efficace dal punto di vista comunicativo. Le anomalie, spesso percepite come semplici numeri, diventano maggiormente comprensibili quando vengono applicate a un periodo dell'anno che tutti associano a determinate temperature e condizioni ambientali.
L'estate appena trascorsa ha reso particolarmente evidente quanto le temperature possano influenzare la nostra vita quotidiana. Le giornate molto calde e le notti tropicali hanno avuto ripercussioni sul benessere delle persone, sulle attività all'aperto e su numerosi altri aspetti della vita di tutti i giorni.
Se il prossimo inverno dovesse effettivamente presentare anomalie termiche paragonabili a quelle osservate durante l'estate 2026, probabilmente le temperature miti verrebbero accolte favorevolmente da molti. Tuttavia, per attività che dipendono strettamente dalle condizioni invernali, come gli sport sulla neve, uno scenario di questo tipo potrebbe rappresentare una sfida importante.
Questo contributo blog vuole essere uno spunto di riflessione. I cambiamenti climatici non si manifestano solamente durante le estati eccezionalmente calde o quando manca la neve d'inverno. Essi interessano tutte le stagioni, anche quando le loro conseguenze non condizionano in modo diretto e tangibile la nostra vita quotidiana.