Dopo una pausa di un solo giorno, il 1° luglio, a sud delle Alpi il 2 luglio siamo tornati a vivere condizioni canicolari, con una nuova ondata di caldo che è durata fino a metà del mese, risultando anch’essa molto lunga e intensa e interessando anche il resto del Paese. Siamo così tornati a riferirvi di primati di temperatura, notti e giorni tropicali, allerte canicola di livello 3 e 4, ecc. In seguito, fino al 25 luglio le temperature sono lievemente calate, ma il 28 luglio ha preso il via quella che a tutti gli effetti è risultata la quarta ondata di caldo dell’estate 2026.
A sud delle Alpi il mese di luglio è risultato il secondo più caldo dall’inizio delle misure nel 1864 e per alcune stazioni addirittura il più caldo, mentre a livello nazionale è stato superato solamente dal mese di luglio del 2015. Dato molto particolare, a sud delle Alpi solamente il giorno 26 è stata registrata una temperatura media inferiore a quella del periodo di riferimento 1991-2020.
In luglio la scarsità di precipitazioni è proseguita e il tema della siccità è diventato popolare, anche perché il 30 luglio la prima allerta siccità di grado 4 già attiva a nord delle Alpi è stata estesa anche al versante sudalpino (da quest’anno era infatti disponibile questo nuovo tipo di allerta, richiesto dalla politica in seguito agli anni siccitosi 2022 e 2023, si veda la nuova piattaforma nazionale sulla siccità). Inoltre, il territorio ha cominciato a mostrare in modo evidente i segnali della forte siccità, con boschi ingialliti, prati secchi, fiumi e laghi ai minimi storici e limitazioni all’uso dell’acqua potabile in molti comuni.