Tuttavia, esperimenti condotti presso la Penn State University hanno mostrato che la soglia critica potrebbe essere sensibilmente più bassa. Nei giovani adulti sani analizzati nello studio, i limiti fisiologici sono stati raggiunti già a valori di temperatura di bulbo umido compresi tra circa 30 e 31 °C in ambienti caldo-umidi.
Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che anche individui giovani e in buona salute possono avere difficoltà nel mantenere stabile la temperatura corporea già in condizioni meno estreme di quanto si pensasse in precedenza.
Le persone anziane sono più vulnerabili
L'età rappresenta uno dei principali fattori di rischio durante un’ondata di caldo.
Con l'invecchiamento diminuisce l'efficienza della sudorazione, la risposta fisiologica al caldo diventa più lenta e la capacità di dissipare energia termica si riduce. Per questo motivo la temperatura alla quale il ventilatore smette di essere benefico può risultare inferiore negli anziani rispetto ai giovani adulti.
Gli stessi ricercatori della Penn State sottolineano che le soglie individuate nello studio riguardano soggetti giovani e sani e che quelle relative alle fasce più vulnerabili della popolazione potrebbero essere ancora più basse.
Non a caso, gran parte della mortalità associata alle ondate di caldo interessa le persone anziane, specialmente quando le alte temperature persistono per più giorni consecutivi e anche durante le ore notturne.