Seguiamo la storia della supercella temporalesca che si è innescata ieri sul versante sudalpino centrale fino al confine tra Albania e Grecia.

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Seguiamo la storia della supercella temporalesca che si è innescata ieri sul versante sudalpino centrale fino al confine tra Albania e Grecia.

Una profonda zona depressionaria si è trovata sui Paesi Baltici. Al suo margine si è verificato il transito di un’onda corta in quota con traiettoria nordovest-sudest, associato anche all’arrivo di aria fredda in quota e a un jet streak, visibile dalla cartina a 300 hPa.

Al suolo, dalle Prealpi passando dalla Pianura Padana e fin verso l’Adriatico era presente una massa d’aria molto favorevole allo sviluppo convettivo: aria calda e umida con valori di CAPE superiori a 2000 j/kg in maniera diffusa.
Riassumendo: dinamica in quota presente (innesco delle celle), instabilità e umidità anche. Gli ingredienti erano tutti presenti.
La supercella in questione si è inizializzata attorno alle 5:30 UTC poco più ad ovest della Bassa Valle Maggia. Spostandosi verso sudest ha causato anche qualche precipitazione e grandine di piccole dimensioni sul suolo elvetico.
Alle 7:00 UTC la cella si trovava già totalmente su territorio italiano, mentre in Ticino splendeva già il sole
Alle 11:00 UTC il centro della cella aveva già raggiunto la foce del Po, in seguito è proseguita lungo la costa sull’Adriatico, rinvigorita dall’umidità presente nei bassi strati. Si nota bene anche il downburst sulla terraferma verso ovest (zona senza nubi dovuta allo scarico dell’aria fredda del temporale).

La supercella ha in seguito proseguito la sua corsa lungo l’Adriatico, raggiungendo verso le 13:00 UTC la città di Ancona. Alle 16:00 UTC si trovava invece al largo del Gargano.

Al tramonto, alle 17:50 UTC circa, la cella era al largo di Bari. La sua lunga corsa è poi terminata alle 21:00 UTC al confine tra Albania e Grecia, dopo aver percorso grossomodo 1200 km in linea pressoché retta. Traiettorie del genere sono piuttosto rare, così come supercelle così longeve. Normalmente il tempo medio di vita di una supercella si attesta tra le 2 e le 4 ore.
Dietro ad essa inoltre in giornata si sono sviluppate altre celle altrettanto violente, anche se meno longeve.
Svolgendo una piccola ricerca su alcuni media della vicina Penisola, notiamo che sono stati segnalati episodi di piogge abbondanti, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine di grandi dimensioni, addirittura oltre i 6 centimetri, localmente anche sui 10.