La dimensione dei chicchi di grandine secondo l’algoritmo MESHS, basata principalmente sui dati della rete dei radar meteorologici, rappresenta la stima della dimensione massima della grandine su un’area di un chilometro quadrato. La sequenza presentata nella Fig. 1 mostra l'identificazione della grandine da parte dell'algoritmo nei vari intervalli temporali. I valori di MESHS risultano in questo caso superiori rispetto ai diametri dei chicchi effettualmente rilevati al suolo, ma bisogna considerare che l'algoritmo indica il massimo diametro possibile senza considerare effetti di fusione o del fatto che i chicchi più grandi possono essere pochi e il loro ritrovamento molto causale (bassa probabilità di esser osservati).

Durante le grandinate, la distribuzione della dimensione dei chicchi di grandine al suolo risulta tipicamente molto irregolare. I chicchi di grandine osservati nel Mendrisiotto la sera del 9 giugno 2026 mostrano dei diametri massimi compresi tra 2 e 5 cm. La cartina rappresentata sulla Fig. 2 mostra la distribuzione delle dimensioni massime registrate sul territorio. La cartina è stata creata interpolando le misure del radar meteorologico con le segnalazioni sulla dimensione dei chicchi di grandine e le fotografie inviate dagli utenti sull’App di MeteoSvizzera come pure con la distribuzione dei danni secondo gli interventi pompieristici. Avendo una disponibilità di informazioni maggiore sul territorio del Canton Ticino rispetto alla vicina Italia, è da considerare che la distribuzione mostrata sulla cartina sia un po’ meno precisa al di fuori dei confini del nostro Paese.

Per quanto riguarda le segnalazioni delle dimensioni dei chicchi della grandine tramite l’App di MeteoSvizzera, gli utenti hanno la possibilità di classificare le osservazioni in 7 categorie (Fig. 3). La Fig. 4 mostra la distribuzione spaziale di queste osservazioni. Nel caso specifico, non essendoci una classe per i 4 cm, alcuni dei chicchi di questa dimensione sono stati classificati nella classe 3 cm e probabilmente molti nella classe 5 cm. Per questo motivo, l’area indicata con 5 cm (arancione) è probabilmente troppo estesa. Inoltre, chicchi di grandine superiori a 7 cm (pixel rosso) non trovano riscontro negli altri dati a nostra disposizione, anche se la localizzazione coincide con l’epicentro della grandinata, verso Castel S. Pietro.


La stazione di Coldrerio ha misurato ben 40.9 mm di pioggia in soli 10 minuti. Questo valore rappresenta il nuovo valore da primato per il Sud delle Alpi ed è di poco inferiore al primato Svizzero, registrato a Losanna nel mese di giugno del 2018 con 41.0 mm (Tab. 1).

In entrambi i casi, sono stati i forti temporali a causare l'elevata intensità delle precipitazioni. Ci sono però due differenze fondamentali da tenere in considerazione nell'interpretazione dei dati: il contributo della grandine. La precipitazione record registrata a Losanna l'11 giugno 2018 è stata causata da un temporale proveniente dal Lago di Ginevra che ha attraversato la stazione di misura di Losanna. La massa d'aria in cui si è formato il temporale era molto umida, ma poco propensa a sviluppare un temporale grandinigeno (bassi valori di wind shear). Effettivamente, le misurazioni radar hanno mostrato in questo caso solo una regione limitata interessata dalla grandine con chicchi di dimensioni massime comprese tra 2 e 3 cm, che si estendeva leggermente sulla stazione di misura. Si può presumere che, durante quell’evento, lo strumento di misura abbia registrato prevalentemente precipitazioni liquide.
Nel caso recente di Coldrerio del 9 giugno 2026, le immagini radar mostrano una linea di grandinate larga fino a 5 km che ha attraversato gran parte del Mendrisiotto, causando danni ingenti con chicchi di grandine che hanno raggiunto i 4 - 5 cm. Bisogna presumere che il pluviometro della stazione di Coldrerio abbia rilevato sia precipitazioni liquide che grandine.
In entrambe le stazioni di misura considerate sono installati dei pluviometri Pluvio2 della ditta Ott. Le precipitazioni cadono in un grande contenitore, la cui massa viene misurata continuamente da una bilancia di precisione. La quantità di precipitazioni viene calcolata in base all’andamento del peso nel tempo. Se nel contenitore cadono chicchi di grandine, essi vengono misurati istantaneamente dalla bilancia e registrati come precipitazioni. Ecco che quindi questo nuovo valore da primato per il Sud delle Alpi dovrà essere contestualizzato con la presenza di un’importante grandinata. Anche il precedente valore da primato per il Sud delle Alpi, i 37.1 mm in soli 10 minuti rilevati a Cadenazzo il 12 luglio 2024 era stato misurato in presenza di una grandinata (dimensione dei chicchi sui 2-3 cm). Questo quantitativo era stato rilevato con lo stesso tipo di pluviometro presente a Coldrerio.
I maggiori disagi si sono registrati a livello di viabilità a causa degli importanti accumuli di grandine che si sono depositati al suolo (Fig. 5), i quali hanno richiesto mezzi motorizzati per lo sgombero.

Inoltre si registrano danni importanti alle colture, in particolare in estese zone dedicate alla coltivazione della vigna, oltre che a edifici e autovetture.
Per quanto riguarda la vigna, in alcuni casi le reti antigrandine non sono state sufficienti per proteggere le piante a causa dell’importante massa di ghiaccio che si è accumulata. Nella zona dell’epicentro, alcune piante di vigna, oltre ad aver subito un importante defogliamento, mostrano dei segni di scortecciamento.
Per quanto riguarda gli edifici, sono stati danneggiati soprattutto i tetti e i lucernari, con conseguenti infiltrazioni d’acqua all’interno delle strutture. Alcuni danneggiamenti di facciate degli edifici o finestre indicano che localmente la grandine è stata accompagnata da raffiche di vento, ma in maniera meno importante e costante rispetto alla grandinata del 25 agosto 2023 a Locarno (Nisi et al., 2023).
Per quanto riguarda le autovetture, sono state registrate molte rotture di vetri e ammaccature di carrozzerie.
A nostra conoscenza non sono stati segnalati ferimenti di rilievo a persone, mentre sono stati segnalati numerosi volatili morti (esempio Fig. 6). Ad oggi non si segnalano danni a fauna di medie e grosse dimensioni, come era stato il caso per l’evento del 2023 a Locarno (alcuni scoiattoli, un capriolo).

A livello d’interventi pompieristici le chiamate sono state 40, principalmente per infiltrazioni d’acqua a causa dei danni agli edifici (fonte: Federazione Pompieri Ticino).
Il passaggio di temporali supercellulari nel Sottoceneri rappresenta un evento che viene rilevato ad intervalli più o meno regolari, anche se non proprio a livello annuale. La frequenza di questi temporali sul Ticino centro-meridionale è nettamente maggiore rispetto a quanto si osserva nella fascia alpina. I motivi sono conosciuti: da un lato nelle Alpi la disponibilità di umidità nei bassi strati, che funge da carburante della “macchina temporale”, è inferiore. D’altro lato, l’orografia complessa disturba la struttura del temporale nei bassi strati. Le correnti ascensionali che risucchiano l’aria umida nella cella temporalesca, con i conseguenti processi di condensazione e ghiacciamento che rilasciano energia latente, risultano più irregolari e disturbati dalla presenza della superficie complessa costituita da alte montagne e profonde valli, orientate nelle più svariate direzioni. Per questo motivo la violenta grandinata che ha interessato il Locarnese il 25 agosto 2023, interessando una regione più prossima alle Alpi, è da considerarsi un evento più eccezionale rispetto alle supercelle che interessano il Sottoceneri; inoltre, in quel caso i chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni maggiori (fino a 5 - 7 cm). Il periodo di ritorno stimato per la grandinata del Locarnese è compreso tra 30 e oltre 50 anni (Nisi et al. 2023).
Per quanto riguarda il Sottoceneri, sebbene il Luganese abbia una frequenza di temporali grandinigeni maggiore (Fig. 7), il Mendrisiotto, come regione nella fascia prealpina più prossima alla Pianura Padana, è maggiormente a rischio di temporali supercellulari particolarmente violenti.

La sera del 9 giugno 2026 i chicchi di grandine più grandi rilevati nell’epicentro dell’evento hanno raggiunto dimensioni comprese tra 4 e 5 cm di diametro. I valori di MESHS hanno mostrato chicchi superiori ai 6 cm in modo esteso. Considerando la climatologia grandine basata sulle stime derivate dalle misure dei radar meteorologici (MESHS), per il Mendrisiotto valori superiori ai 6 cm corrispondono a un periodo di ritorno di almeno 20-30 anni. (Fig. 8).
