Una serie di misure più volte sul punto di interrompersi
L'istituto di Götz operava con risorse limitate e le misure dell'ozono erano particolarmente a rischio all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando il futuro dell'istituto era incerto. Ciononostante, le misure continuarono dalla villa «Firnelicht». L'avvento degli antibiotici rese i sanatori meno attrattivi, ma l'interesse scientifico per le misure dell'ozono si trasformò: l'ozono stratosferico venne inizialmente utilizzato come indicatore delle correnti d'aria nell'atmosfera, contribuendo al miglioramento delle previsioni meteorologiche. Dopo la morte di Götz nel 1954, la continuità delle misure era nuovamente in dubbio.
La sua ex studentessa Gertrud Perl si assunse il compito di effettuare le misure fino al 1962. Perl effettuò le misure non più dalla villa del defunto Götz, bensì dal Sanatorio «Florentinum».
Dal 1962, Hans Ulrich Dütsch, ex dottorando di Götz e professore al Politecnico federale di Zurigo (ETH Zürich), prese in carico il programma. A partire dagli anni Settanta, le misure dell'ozono totale acquisirono una nuova rilevanza con il dibattito sulla degradazione dello ozono nell'atmosfera. In quel periodo, gli strumenti Dobson furono trasferiti nel 1973 alla Haus Steinbruch di Arosa. Con il pensionamento di Dütsch nel 1985, tuttavia, la situazione tornò ad essere precaria.
La serie di misure prosegue e si modernizza
Nel 1988, MeteoSvizzera assunse infine la responsabilità operativa, in stretta collaborazione con il Politecnico federale. Il metodo di misura è rimasto lo stesso dei tempi di Götz: analizzare la radiazione solare filtrata dall'atmosfera. Gli strumenti, invece, si sono evoluti.