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Temperature sopra la media

Con un valore di 0,8 °C, a sud delle Alpi la temperatura media del semestre invernale 2025/26 (che comprende i mesi da novembre 2025 ad aprile 2026) è risultata di 0,9 °C superiore alla media 1991-2020. Si è trattato dell’undicesimo semestre invernale più caldo dall’inizio delle misure nel 1864. 

Fig. 1: Temperatura media del semestre invernale 2025/26 (mesi da novembre 2025 ad aprile 2026) del versante sudalpino dall’inizio delle misure nel 1864 al 2026. La linea rossa continua rappresenta l’andamento climatico, le linee rosse tratteggiate la relativa incertezza. La linea verde tratteggiata rappresenta la media 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.
Fig. 1: Temperatura media del semestre invernale 2025/26 (mesi da novembre 2025 ad aprile 2026) del versante sudalpino dall’inizio delle misure nel 1864 al 2026. La linea rossa continua rappresenta l’andamento climatico, le linee rosse tratteggiate la relativa incertezza. La linea verde tratteggiata rappresenta la media 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.

Dal periodo preindustriale 1871-1900 ad oggi il semestre invernale a sud delle Alpi è diventato più caldo di 2,7 °C, con un margine di incertezza compreso fra +2,1 e +3,3 °C.

Quasi sempre temperature elevate

Durante i sei mesi da novembre 2025 ad aprile 2026, le temperature sono state per lo più superiori alle medie pluriennali di riferimento. Le principali fasi più fredde della media 1991-2020 si sono verificate nella seconda metà di novembre, nella prima parte di gennaio e verso la fine di marzo. Alcune giornate più fredde della media sono state misurate anche a fine dicembre e nella seconda parte di gennaio.

La prima metà del mese di novembre è stata caratterizzata da temperature generalmente superiori alla media pluriennale. A partire dal 18 novembre, invece, masse d’aria fredda hanno raggiunto la regione alpina da nordest. La temperatura media mensile è così risultata in linea con la media 1991-2020. In dicembre le temperature medie giornaliere sono state sempre superiori alla media di riferimento 1991-2020, ad eccezione dell’ultimo giorno dell’anno, e il mese è risultato il terzo dicembre più mite mai registrato dall’inizio delle misure nel 1864. L’anno 2026 si è aperto invece con temperature inferiori alla media pluriennale, mentre dal 12 gennaio a fine mese si sono alternati periodi più miti o più freddi della media; la temperatura media mensile è stata di 0,6 °C inferiore alla media. Febbraio è tornato a far registrare un’anomalia positiva delle temperature, risultando l’ottavo più mite mai registrato; in febbraio solamente due o tre giornate sono risultate più fredde del normale. La prima parte del mese di marzo ha visto temperature medie giornaliere superiori alla media, mentre in seguito hanno oscillato intorno ad essa. L’ultima settimana di marzo è invece stata caratterizzata da correnti di origine polare di aria fredda da nord, che hanno provocato temperature inferiori alla media soprattutto in montagna. Il mese nel suo complesso è risultato più mite della media pluriennale di 0,6 °C. L’ultimo mese del semestre invernale, aprile, è tornato a far registrare temperature quasi costantemente sopra la media, e infatti è terminato come il secondo mese di aprile più caldo mai registrato.

Fig. 3: Andamento della temperatura media giornaliera in aprile 2026 a Locarno Monti (sopra) e a San Bernardino (sotto). Le barre rosse (blu) denotano valori superiori (inferiori) alla norma 1991-2020, rappresentata dalla linea nera continua. Le linee tratteggiate mostrano la deviazione standard, mentre le barre grigie gli estremi del periodo 1864-2025 (1883-2025 per Locarno Monti). Fonte: MeteoSvizzera.
Fig. 3: Andamento della temperatura media giornaliera in aprile 2026 a Locarno Monti (sopra) e a San Bernardino (sotto). Le barre rosse (blu) denotano valori superiori (inferiori) alla norma 1991-2020, rappresentata dalla linea nera continua. Le linee tratteggiate mostrano la deviazione standard, mentre le barre grigie gli estremi del periodo 1864-2025 (1883-2025 per Locarno Monti). Fonte: MeteoSvizzera.

Precipitazioni scarse

Mediata su tutto il versante sudalpino, la somma delle precipitazioni dei sei mesi da novembre 2025 ad aprile 2026 ha raggiunto solo il 59 % della media pluriennale. Si tratta del 14° semestre invernale più asciutto dall’inizio delle misure nel 1902. I primi cinque più asciutti avevano fatto registrare totali di precipitazioni compresi fra il 40 e il 50 % della media e si sono verificati prima del 1975.

Il semestre è cominciato con un mese di novembre in cui le precipitazioni si sono mostrate deficitarie su tutto il versante sudalpino, in particolare nella regione della Valle Maggia dove è stata misurata meno del 30 % della pioggia mediamente attesa. Il deficit meno marcato è stato invece osservato fra il Bellinzonese e le vallate grigionesi meridionali, con il 60-75 % della media. Anche il mese di dicembre ha mostrato precipitazioni scarse, comprese fra il 15-30 % della media pluriennale nelle zone alpine e il 70 % di essa sul Mendrisiotto. Lungo le Alpi le precipitazioni sono state particolarmente scarse anche in gennaio, con il 60-70 % della media, mentre più a sud è stato raggiungo l’80-100 % di essa. Le differenze regionali sono state particolarmente pronunciate in febbraio: mentre lungo le Alpi e soprattutto in Valposchiavo i totali hanno raggiunto il 120-130 % della media 1991-2020, spostandosi verso sud le precipitazioni sono state più scarse con il 65 – 95 % della media pluriennale. Sul Mendrisiotto, invece, i valori sono tornati ad essere superiori al valore di riferimento, con il 95-125 %. In marzo la distribuzione spaziale delle precipitazioni si è mostrata opposta a quella del mese precedente: lungo le Alpi esse sono state inferiori alla media, con valori dal 50 all’80 % di essa, mentre spostandosi verso sud la percentuale rispetto alle attese è salita fino al 110 – 150 %. Aprile, ultimo mese del semestre, è risultato quasi asciutto, l’ottavo più asciutto dall’inizio delle misure nel 1901.

Fig. 4: Andamento della somma delle precipitazioni del semestre invernale 2025/26 a sud delle Alpi, rappresentata come deviazione percentuale rispetto alla media di riferimento 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.
Fig. 4: Andamento della somma delle precipitazioni del semestre invernale 2025/26 a sud delle Alpi, rappresentata come deviazione percentuale rispetto alla media di riferimento 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.

Poca neve anche in montagna

In dicembre 2025 in montagna l’innevamento è stato deficitario, rimanendo ben al di sotto della media di riferimento 1991-2020 per tutto il mese. Nonostante le frequenti nevicate della seconda metà di gennaio, in montagna anche a fine gennaio il manto nevoso risultava generalmente inferiore alla media pluriennale. Fra le stazioni di rilevamento della neve di MeteoSvizzera, solo Poschiavo mostrava un valore superiore alla media 1991-2020. Le perturbazioni di febbraio hanno causato alcune nevicate in montagna e a tratti anche alle basse quote. Tuttavia, gli accumuli sono risultati modesti e non hanno rappresentato valori significativi a livello climatologico. Gran parte delle precipitazioni di marzo sono cadute durante la situazione di sbarramento del 14 e 15 marzo: al di sopra dei 1500 metri, fra la Valle Maggia e la Valle Verzasca, sono caduti da 80 a 120 cm di neve fresca, nelle altre regioni da 30 a 60 cm. La mattina del 15 marzo a Bosco Gurin sono stati misurati 116 cm di neve fresca, nuovo primato assoluto per questa stazione, dove la neve viene misurata dal 1961. Si tratta delle misure manuali che vengono effettuate ogni mattina fra le ore 7 e le ore 8, che quindi rappresentano la neve caduta sull'arco di 24 ore. La neve totale presente al suolo ha così raggiunto i 130 cm, il valore più elevato raggiunto durante la stagione fredda 2025/26, ben superiore alla media 1991-2020, che tuttavia è diminuito molto rapidamente nelle giornate seguenti.

Fig. 5: Andamento dell’altezza della neve totale presente al suolo a Bosco Gurin, Poschiavo, San Bernardino e Airolo da ottobre 2025 a maggio 2026. La linea rossa rappresenta la stagione 2025/26, la linea grigia la media 1991-2020, le ombreggiature grige alcuni quantili come indicato nella legenda. Fonte: MeteoSvizzera. Dati: MeteoSvizzera/SLF
Fig. 5: Andamento dell’altezza della neve totale presente al suolo a Bosco Gurin, Poschiavo, San Bernardino e Airolo da ottobre 2025 a maggio 2026. La linea rossa rappresenta la stagione 2025/26, la linea grigia la media 1991-2020, le ombreggiature grige alcuni quantili come indicato nella legenda. Fonte: MeteoSvizzera. Dati: MeteoSvizzera/SLF

Più sole della media

Il semestre è risultato un po’ più soleggiato della media. A Lugano, il numero di ore di sole misurato fra novembre 2025 e aprile 2026 corrisponde al 106 % della media, a Locarno al 102 %.

Particolarmente soleggiati sono stati i mesi di novembre (130-140 %) e aprile (135-160 %). Dicembre, gennaio e febbraio sono invece stati poco soleggiati.

Fig. 6: Durata del soleggiamento cumulativo a Lugano misurato da novembre ad aprile per ogni anno dal 1902 al 2026, rappresentata come percentuale della media 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.
Fig. 6: Durata del soleggiamento cumulativo a Lugano misurato da novembre ad aprile per ogni anno dal 1902 al 2026, rappresentata come percentuale della media 1991-2020. Fonte: MeteoSvizzera.