Importante situazione di sbarramento con tanta neve in montagna
Gran parte delle precipitazioni mensili sono cadute durante la situazione di sbarramento del 14 e 15 marzo. Le regioni più toccate dalle precipitazioni sono state quelle situate all’interno di una fascia che spazia dal Locarnese al Mendrisiotto passando attraverso il Gambarogno e il Malcantone, dove sono caduti fra 80 e 120 mm. Il 14 marzo l’accumulo di precipitazione giornaliero ha raggiunto 101,9 mm a Stabio, 85,8 mm a Cimetta e 78,9 mm a Morbio Superiore, valori che corrispondono alla somma giornaliera più elevata mai misurata in marzo in queste stazioni (inizio delle misure avvenuto nel 1981 a Stabio e Cimetta, nel 1974 a Morbio). A Locarno Monti, dove le misure sono cominciate nel 1900, sono caduti 101,6 mm, terzo valore più alto mai misurato in marzo.
All’inizio dell’evento il limite delle nevicate si attestava sui 1100-1300 metri, ma con l’intensificazione delle precipitazioni esso è sceso fin verso i 300-600 metri, in particolare nel Sopraceneri e nel Moesano. Al di sopra dei 1500 metri, fra la Valle Maggia e la Valle Verzasca, sono caduti da 80 a 120 cm di neve fresca, nelle altre regioni da 30 a 60 cm. Fra i 1000 e i 1500 metri sono caduti da 50 a 80 cm nelle regioni maggiormente toccate dalle precipitazioni, da 20 a 50 cm circa altrove. La neve è caduta anche sotto i 1000 metri, in particolare nel Locarnese con 20-25 cm a 600-800 metri e con una spolverata di neve fino a 300-400 metri.
La mattina del 15 marzo a Bosco Gurin sono stati misurati 116 cm di neve fresca, nuovo primato assoluto per questa stazione, dove la neve viene misurata dal 1961. Si tratta delle misure manuali che vengono effettuate ogni mattina fra le ore 7 e le ore 8, che quindi rappresentano la neve caduta sull'arco di 24 ore. La neve totale presente al suolo ha così raggiunto i 130 cm, il valore più elevato raggiunto durante la stagione fredda 2025/26, ben superiore alla media 1991-2020, che tuttavia è diminuito molto rapidamente nelle giornate seguenti.