Dopo un mese di gennaio in cui la temperatura media mensile era risultata di 0,6 °C inferiore alla media 1991-2020, a sud delle Alpi in febbraio la deviazione dalla media è tornata ad essere positiva e importante, con un valore pari a +2,6 °C. In alcune stazioni di misura essa ha addirittura superato i +3,0 °C, come ad esempio a Stabio (+3,4 °C) e a Magadino / Cadenazzo (+3,1 °C). A Robiei e a Piotta, invece, essa è stata pari a +2,2 °C.

Nel clima odierno a sud delle Alpi il mese di febbraio è di 3,0 °C (1,4 – 4,6 °C) più caldo rispetto al clima del trentennio preindustriale 1871-1900.
Le giornate che hanno fatto registrare una temperatura media inferiore alla norma sono state pochissime, essenzialmente le prime tre del mese e quelle fra il 17 e il 19 febbraio (ma non in tutte le stazioni). Tranne che per la stazione di Cimetta il giorno 2, le anomalie negative sono state sempre inferiori ai 2 °C. Le deviazioni positive, invece, hanno spesso raggiunto i 2 – 5 °C, con valori fino a 7 – 8 °C fra il 23 e il 26 febbraio.
Il 24 febbraio a causa di una debole tendenza favonica sono state registrate alcune temperature degne di nota: la stazione di Magadino / Cadenazzo ha raggiunto i 22,9 °C, quella di Grono i 21,7 °C; per entrambe le stazioni si tratta della quarta temperatura più elevata mai raggiunta nel mese di febbraio dall’inizio delle misurazioni avvenuto rispettivamente nel 1953 e nel 1971. Lo stesso giorno Locarno Monti ha misurato 22,0 °C, quinto valore più elevato per febbraio (inizio delle misure nel 1935).

Mediata su tutto il versante sudalpino, la somma mensile delle precipitazioni ha raggiunto il 105 % della media pluriennale. Tuttavia, vi sono state marcate differenze regionali: mentre lungo le Alpi e soprattutto in Valposchiavo i totali hanno raggiunto il 120-130 % della media 1991-2020, addirittura il 173 % a Campocologno, spostandosi verso sud le precipitazioni sono state più scarse e fra il Luganese, il Moesano e il Ticino centrale è stata registrata solamente il 65 – 95 % della media pluriennale. Sul Mendrisiotto, invece, i valori tornano ad essere superiori al valore di riferimento, con il 95-125 %. In termini assoluti, la stazione che ha misurato le precipitazioni più abbondanti è stata quella di Robiei con 138,4 mm, quella più asciutta Soglio in Val Bregaglia con 32,1 mm.

Nei primi venti giorni di febbraio, la circolazione atmosferica sull’Europa è stata caratterizzata da correnti occidentali di aria mite e umida (Fig. 4a), con il frequente passaggio di alcune perturbazioni. Di conseguenza, il tempo a sud delle Alpi è risultato spesso grigio con frequenti precipitazioni, che tuttavia non sono risultate particolarmente abbondanti. Infatti, non sono praticamente mai stati misurati più di 20 mm al giorno. A partire dal giorno 20, invece, un anticiclone ha dominato la scena sull’Europa centrale, con una lunga sequenza di giornate soleggiati e sempre miti.
Le perturbazioni di febbraio hanno causato alcune nevicate in montagna e a tratti anche alle basse quote. Tuttavia, gli accumuli sono risultati modesti e non hanno rappresentato valori significativi a livello climatologico.
Gli accumuli di neve osservati durante le nevicate del 2-3 febbraio sono risultati distribuiti in modo piuttosto omogeneo sul territorio, con i quantitativi maggiori verso il Sottoceneri e il Moesano. Infatti, al di sopra degli 800 metri gli accumuli hanno raggiunto 15-20 cm di neve fresca, mentre tra 500 e 800 metri sono caduti 5-15 cm. Durante la fase più intensa il limite delle nevicate si è temporaneamente abbassato fino alle basse quote. Di conseguenza, pur con accumuli contenuti sotto i 500 metri (1–5 cm), a Lugano sono stati misurati circa 2 cm di neve fresca. Nelle regioni dell’Alto Ticino e dell’Alto Moesano le precipitazioni sono state più deboli, con 10-15 cm di neve fresca sopra 800 metri e solo pochi centimetri alle quote inferiori.
Fra il 15 e il 17 febbraio correnti nordoccidentali hanno provocato una marcata situazione di sbarramento a nord delle Alpi. Queste nevicate sono state accompagnate da forti venti da nordovest e molta umidità è riuscita ad oltrepassare le Alpi, portando degli accumuli di neve localmente abbondanti soprattutto nelle regioni a ridosso della cresta alpina. Maggiormente interessate sono state le regioni dell’Alta Leventina e della Valle Bedretto, dove al di sopra dei 1200 metri circa sono stati misurati da 30 a 60 cm, localmente anche di più. Per le regioni lungo le Alpi si è trattato della nevicata più significativa del mese di febbraio.
In febbraio il numero di ore di sole registrate a sud delle Alpi corrisponde all’80-95 % della media 1991-2020.
