Una corrente a getto, o jet stream, piuttosto dinamico e posizionato a latitudini più meridionali rispetto alla media per il periodo, ha caratterizzato la circolazione atmosferica dell’Europa da circa metà gennaio a metà febbraio. Questa configurazione ha favorito il ripetuto transito di sistemi depressionari dall’Atlantico verso l’Europa centrale e il Mediterraneo, contribuendo ad una fase piuttosto prolungata di tempo perturbato. Al Sud delle Alpi, il risultato è stato un susseguirsi di nevicate che hanno richiesto l’emissione di alcune allerte di livello 3. Maggiori dettagli sui singoli eventi sono riportati nei paragrafi seguenti.
Tra il 23 e il 25 gennaio 2026, il Sud delle Alpi è stato interessato da due fasi consecutive di precipitazioni nevose:
Venerdì 23 gennaio 2026 una profonda depressione, denominata "Ingrid", ha spostato il proprio centro a sud dell’Irlanda. Le correnti in quota sulla regione alpina sono ruotate a sudovest, convogliando aria umida verso il versante sudalpino. In serata un fronte occluso, in graduale indebolimento, ha raggiunto la Svizzera romanda.

A sud delle Alpi le precipitazioni, iniziate nella serata di venerdì e concluse nel primo mattino di sabato, si sono sviluppate all’interno di una massa d’aria relativamente fredda. Il limite delle nevicate si è mantenuto attorno ai 500–600 metri, con temporanei abbassamenti durante le fasi più intense. Il carattere delle precipitazioni è risultato intermittente e distribuito in modo disomogeneo sul territorio: momenti asciutti si sono alternati al passaggio di alcuni rovesci, capaci di accumulare alcuni centimetri di neve in poco tempo.

Un nuovo evento di forti nevicate ha interessato il Sud delle Alpi il 17-18 gennaio 2026, a distanza di pochi giorni dagli eventi precedenti. Anche per queste nevicate è stata emessa un’allerta di livello 3 valida al di sopra degli 800 metri per le regioni del Sopraceneri e del Moesano, mentre al di sopra dei 1000 metri per le regioni del Sottoceneri da martedì 27 gennaio alle 20:00 fino a mercoledì 28 gennaio alle 15:00.
In questo caso, la situazione meteorologica è stata dominata da un complesso sistema depressionario sull’Europa occidentale, caratterizzato da due profondi minimi barici denominati Joseph e Chandra. Il sistema frontale ad esso associato si è occluso nella notte su mercoledì 28 gennaio, ed è rimasto pressocché stazionario sull’Europa centrale, continuando ad influenzare il tempo sulla regione alpina. Le correnti in quota, inizialmente da sudovest e successivamente dal settore sud, hanno convogliato aria umida verso il versante sudalpino, dando origine ad una situazione di sbarramento.

Le precipitazioni al Sud delle Alpi in una prima fase sono risultate deboli e intermittenti; nel corso della serata esse sono divenute più continue ed estese, con intensità maggiori sul Ticino centro-meridionale. Nel corso della notte su mercoledì 28 gennaio, a seguito dell’indebolimento delle correnti in quota, le precipitazioni si sono gradualmente concentrate sul Ticino centro-meridionale. Infine, durante la giornata di mercoledì, le correnti meridionali hanno continuato a convogliare aria umida, ma leggermente più mite, e le precipitazioni al Sud delle Alpi sono proseguite risultando intermittenti ma localmente ancora moderate ed estendendosi nuovamente verso le regioni a ridosso della cresta principale delle Alpi. Il limite delle nevicate, inizialmente attorno ai 600-700 metri, ha mostrato alcune oscillazioni, con temporanei abbassamenti fino a 300-400 metri nelle vallate alpine e nel corso della giornata di mercoledì con l'arrivo di aria più mite si è rialzato fino a 800-1200 metri.

Il terzo evento di forti nevicate a distanza di pochi giorni si è verificato tra il 2 e il 3 febbraio 2026: è stata emessa un’allerta di livello 3 valida dal di sopra dei 600 metri da lunedì 2 febbraio alle 21:00 fino a martedì 3 febbraio 2026 alle 12:00. Durante questo evento di maltempo, la Svizzera si è trovata al margine occidentale di una vasta zona di bassa pressione sulle Isole Britanniche e nuovamente correnti sudoccidentali umide hanno provocato l’instaurarsi di una situazione di sbarramento al Sud delle Alpi. Nella serata di lunedì 2 febbraio, il transito del fronte caldo ad essa associato ha segnato l’inizio delle precipitazioni, in una massa d’aria piuttosto fredda, con il limite delle nevicate che si è attestato tra 500 e 600 metri.

Il passaggio di una saccatura secondaria nella mattinata di martedì 3 febbraio ha favorito il sollevamento dinamico della massa d’aria e ha provocato un’ulteriore intensificazione delle precipitazioni, con un temporaneo abbassamento del limite delle nevicate fino alle quote più basse. Le precipitazioni sono risultate continue e distribuite in modo piuttosto omogeneo sul territorio.

Correnti nordoccidentali hanno provocato una marcata situazione di sbarramento, questa volta al nord delle Alpi. Queste nevicate sono state accompagnate da forti venti da nordovest e molta umidità è riuscita ad oltrepassare le Alpi, portando soprattutto nelle regioni a ridosso della cresta alpina degli accumuli di neve localmente abbondanti. Maggiormente interessate sono state le regioni dell’Alta Leventina e della Valle Bedretto, dove al di sopra dei 1200 metri circa sono stati misurati da 30 a 60 cm, localmente anche di più. Queste regioni erano infatti state allertate con un livello 2 per neve; per le regioni lungo le Alpi si è trattata della nevicata più significativa della serie.
