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Spiegazione scientifica del detto popolare

Il fenomeno del “rosso di mattina” compare generalmente 30-45 minuti prima del sorgere del Sole. In quel momento la nostra stella è ancora sotto l’orizzonte e la sua luce deve attraversare uno strato di atmosfera molto spesso prima di raggiungere la superficie. Durante questo lungo tragitto, le onde luminose più corte, quelle blu, vengono disperse in tutte le direzioni e restano prevalenti le onde più lunghe, ovvero quelle rosse che colorano l’alba.

Fin qui la fisica della luce. Ma cosa c’entra con il peggioramento del tempo?

La risposta si trova osservando la circolazione atmosferica tipica dell’Europa centrale, dominata per gran parte dell’anno da correnti occidentali. Se il cielo a est (la direzione in cui osserviamo l’alba) è sereno o poco nuvoloso, la luce del Sole può filtrare senza ostacoli. Al contempo però, le prime nuvole in arrivo da ovest, illuminate dai raggi radenti del Sole, si tingono di rosso, diventando ben visibili.
In un flusso occidentale queste nuvole sono il primo segnale dell’avvicinamento di una perturbazione; quindi, il rosso di mattina è premonitore di un peggioramento e ci si può aspettare un aumento della nuvolosità nel corso della giornata.

Per approfondire questo argomento potete leggere il blog dedicato rosso di mattina – rosso di sera.

Ma non sempre il rosso del mattino annuncia pioggia…

Il detto funziona spesso, ma non è una legge assoluta. Questa mattina, ad esempio, il cielo si è colorato di rosso nonostante una dorsale anticiclonica era in espansione verso le nostre regioni.

La nuvolosità che si è tinta di rosso era infatti quella di una perturbazione che ha attraversato la Svizzera nella notte su sabato 29 novembre e che nelle prime ore del mattino si è allontanata verso est. A nord delle Alpi il suo passaggio ha portato qualche precipitazione sparsa, mentre al Sud si è tradotto soprattutto in un aumento delle nubi medio-alte, specialmente nella notte.

Animazione satellitare Meteosat Third Generation, canale infrarosso, che mostra una banda nuvolosa in allontanamento dalla Svizzera.
Animazione satellitare Meteosat Third Generation, canale infrarosso, che mostra una fascia nuvolosa associata ad una perturbazione sui Paesi Baltici che ha attraversato la Svizzera nella notte su sabato 29 novembre. (EUMETSAT - MeteoSvizzera)

I lettori più mattinieri avranno infatti ancora notato qualche banco nuvoloso, illuminato dai primi raggi del Sole e responsabile della spettacolare alba di questa mattina. I più dormiglioni, invece, si sono svegliati trovando un cielo già quasi del tutto sgombro di nubi, chiaro segnale della stabilizzazione del tempo dovuta all’espansione anticiclonica.

Un’eccezione quindi, che non smentisce la regola, ma la mette in prospettiva e ci ricorda quanto l’atmosfera sia dinamica e caotica.

Possibile bis dello spettacolo

Il rosso di questa mattina non preannunciava l’arrivo della pioggia; tuttavia una nuova debole perturbazione è in avvicinamento alle Alpi da nordovest. Essa diventerà determinante per il tempo in Svizzera da domani, domenica 30 novembre, e convoglierà aria più umida verso le nostre regioni.

Situazione sinottica rappresentata dal modello IFS da sabato a domenica sera: 500 hPa geopotenziale con la temperatura.
Situazione sinottica rappresentata dal modello IFS da sabato a domenica sera: 500 hPa geopotenziale con la temperatura. (ECMWF - MeteoSvizzera)

La giornata di domenica 30 novembre al Sud trascorrerà quindi perlopiù coperta, ma asciutta. L’aumento della nuvolosità sulle nostre regioni è atteso dalle prime ore del mattino; perciò, chi anche domani dovesse alzarsi presto potrebbe ancora una volta godere di un’alba infuocata, questa volta davvero premonitrice di una perturbazione in avvicinamento.