Blocco anticiclonico
L'autunno meteorologico che sta volgendo al termine è stato dominato da periodi di tempo stabile. Infatti, il persistere di una zona di alta pressione sull'Europa centrale e orientale ha determinato un tipo di situazione demominata "blocco omega", ostacolando così durante una buona parte del periodo autunnale l'entrata delle perturbazioni atlantiche verso il continente. I pochi eventi piovosi sono stati però piuttosto intensi lungo ambo i versanto della Alpi.
Figura 1: distribuzione delle isoipse (500 hPa) il 13 novembre 2011. Il campo delle isoipse mostra una zona di alta pressione a con la classica forma a omega, come indica la linea rossa. Le frecce indicano la direzione del flusso (in senso orario) attorno al robusto anticiclone.
Un autunno piuttosto secco
Fino alla fine dell'autunno meteorologico, che il 1. dicembre lascerà il posto all'inverno, nella regione alpina non sono più attese precipitazioni di rilievo.
A sud delle Alpi l'autunno meteorologico 2011 verrà ricordato nelle statistiche come mite, in particolare in montagna. Il maggior contributo è venuto dal mese di settembre 2011, che è stato a Lugano il più caldo dall'inizio delle misurazioni nel 1864. Malgrado due brevi, ma massicce irruzioni di aria fredda che hanno causato notevoli nevicate a nord delle Alpi e in particolare nei Grigioni, il periodo tra inizio settembre e metà ottobre è stato particolarmente mite, con temperature che poco prima di metà ottobre hanno ancora sfiorato a basse quote la soglia dei 25 gradi. Anche novembre, dopo un periodo di piogge intense della prima decade, ci ha regalato una lunga serie di giornate soleggiate, con temperature che si sono attestate lievemente oltre la media pluriennale . Data la radiazione solare sempre più debole, le temperature sono calate a basse quote in modo molto graduale, parallelamente all'andamento della media stagionale (vedi le due figure sottostanti).
Figura 2: evoluzione della temperatura, del soleggiamento e delle precipitazioni a Locarno-Monti per il periodo dal 24 novembre 2010 al 23 novembre 2011. Nel primo grafico le colonnine rosse indicano temperatura oltre la media, in blu i periodi con temperature sotto la media indicata dalla linea continua in nero.
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Figura 3: evoluzione della temperatura in novembre a Lugano. In rosso i valori lilevati nel 2011, a partire dal 25 novembre si tratta di valori previsti. La curva grigia rappresenta la media. È ben visibile il calo termico molto regolare durante il lungo periodo di bel tempo e la diminuzione dello scarto positivo rispetto alla media nel corso della seconda e terza decade.
Scarso innevamento
La scarsità di neve che al momento interessa l'insieme del Paese è una conseguenza delle precipitazioni nettamente inferiori alla norma e delle temperature ancora miti. Durante l'evento di precipitazioni intense che ha interessato il sud delle Alpi e parte del Vallese, le precipitazioni sono cadute sotto i 2200 metri circa quasi interamente sottoforma di pioggia, permettendo solo in alta montagna la formazione di un manto nevoso di rilievo. Inoltre, dato il ricco soleggiamento e le temperature particolarmente miti in motagna, lungo i versanti esposti al sole la neve si è sciolta fino a quote anche oltre i 2500 metri (vedi figura 5). Anche nei Grigioni, dove in ottobre un breve, ma intenso evento ha portato quantità di neve eccezionali per la stagione, la neve nel frattempo si è prevalentemente sciolta, come mostra il grafico sottostante per la stazione di Arosa.
Sole in abbondanza
Il soleggiamento è risultato al sud e nelle Alpi, come lascia presumere l'impressione generale, nettamente superiore ai valori medi, in modo più marcato nelle località di montagna. Anche sull'Altopiano, malgrado le nebbie persistenti della seconda metà dell'autunno, il soleggiamento è risultato lievemente sopra la norma.
Figura 4: andamento dello spessore del manto nevoso ad Arosa (GR). La curva rossa rappresenta i valori dell'autunno 2011, mentre la curva in grigio scuro rappresenta la mediana. Si noti la rapidità con cui sono sciolti i 50 cm di neve caduti nei primi giorni di ottobre.
Figura 5: andamento giornaliero dello spessore del manto nevoso ad Arosa durante l'inverno 2009/2010. Notasi la quasi totale assenza di neve fino a inizio dicembre e l'ottimo innevamento durante tutto l'inverno. Ciò conferma come un'autunno scarso di neve non rappresenta un fattore negativo per l'innevamento durante l'inverno.
Figura 6: il gruppo del Basodino ripreso il 22 novembre 2011 dal corte di cima dell'Alpe della Bèdu in Valle Bavona. I pendii esposti al sole sono privi di neve a tratti anche oltre i 2500 metri di quota (foto S. Zanini).

