Indice di primavera

L’indice di primavera indica l’inizio dello sviluppo della vegetazione in primavera rispetto alla media pluriennale 1981-2010. L’indice è calcolato annualmente e riassume le fasi fenologiche della primavera. Poiché la temperatura è un fattore determinante per lo sviluppo delle piante, l’indice di primavera si presta come grandezza per visualizzare il del cambiamento climatico sulla vegetazione.

L’indice di primavera è una grandezza statistica. È calcolato in base alle prime dieci fasi fenologiche primaverili ed è aggiornato alla fine di maggio. Esso tiene conto delle osservazioni effettuate nel rispettivo anno in circa 80 stazioni della rete di osservazione fenologica che dispongono di serie di dati sufficientemente lunghe.

La primavera 2016

Lo sviluppo della vegetazione nella prima parte del 2016 può essere classificato come precoce e pur inserendosi bene nella serie con uno sviluppo anticipato della vegetazione, in atto dal 1988, è chiaramente lontano dai valori record degli anni passati. Invasioni di aria fredda nel corso della primavera hanno ridotto a una settimana circa l’anticipo accumulato all’inizio dell’anno, mentre alla fine di maggio lo sviluppo della vegetazione è risultato attorno alla norma del periodo 1981-2010.

Calcolo dell’indice di primavera

Per caratterizzare la primavera fenologica nel suo insieme, si utilizzano le dieci seguenti fasi fenologiche, che ricorrono tra gennaio e maggio:

  • fioritura del nocciolo
  • fioritura del tussilago
  • fioritura dell’anemone
  • fioritura del ciliegio
  • spiegamento delle foglie dell’ippocastano
  • spiegamento delle foglie del nocciolo
  • formazione degli aghi del larice
  • fioritura del dente di leone
  • fioritura della cardamine
  • spiegamento delle foglie del faggio

La deviazione dalla data media di inizio della fase è determinata con l’aiuto dell’analisi delle componenti principali. Questa tecnica è particolarmente indicata per strutturare, semplificare e rappresentare grandi serie di dati, come pure per filtrare la dipendenza spaziale e temporale. Un risultato di questa analisi, la prima componente principale, consente di rappresentare in maniera chiara la variabilità tra un anno a l’altro.

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