Sentinel-3

14 febbraio 2017

Ieri il satellite di nuova generazione, dell’Agenzia Spaziale Europea ESA, ci ha regalato un’affascinante vista sulla nuvolosità bassa che dalla Slovenia si estendeva fin sopra di noi.

Sentinel-3 misura sistematicamente gli oceani terrestri, il suolo, ghiacci ed atmosfera per monitorare e comprendere le dinamiche globali su larga scala. Fornirà le informazioni necessarie in tempo quasi reale per l’oceano e le previsioni meteorologiche.

Focalizzato sugli oceani della Terra, Sentinel-3 misura la temperatura, il colore, l’altezza della superficie del mare nonché la densità del ghiaccio del mare. Queste misurazioni saranno usate, per esempio, per monitorare i cambiamenti del livello del mare, l’inquinamento marino e la produttività biologica.

Per quanto riguarda il suolo, questa innovativa missione fornirà una visione più ampia controllando incendi improvvisi, fornendo delle mappe del modo in cui il suolo è utilizzato, osservando lo stato della vegetazione e misurando l’altezza di fiumi e laghi, completando così le misurazioni ad alta risoluzione della missione-sorella Sentinel-2.

Sentinel-3 si basa su due satelliti identici, Sentinel-3A lanciato nel febbraio 2016 e Sentinel-3B che seguirà quest’anno, che lavorano insieme per la massima copertura globale e fornitura di dati.

La missione è il risultato di una stretta collaborazione tra l’ESA, la Commissione Europea, Eumetsat, l’agenzia spaziale francese CNES, l’industria, i fornitori di servizi e gli utenti dati. I satelliti sono stati progettati e costruiti da un consorzio di circa 100 società sotto la guida della Thales Alenia Space francese.

 

Visione ingrandita: Fig. 1: Sentinel 3A satellite, OLCI instrument.  True color image, processed by Pytroll with bands Oa03, Oa06, Oa08. The sensing period was 2017-02-13, from 09:39 to 09:45. With the permission of Martin Raspaud, SHMI
Fig. 1: Sentinel 3A satellite, OLCI instrument. True color image, processed by Pytroll with bands Oa03, Oa06, Oa08. The sensing period was 2017-02-13, from 09:39 to 09:45. With the permission of Martin Raspaud, SHMI

L’immagine di ieri, da elaborazione Pytroll, mostrava la nuvolosità bassa che dalla Slovenia si estendeva fino al Ticino e oltre verso il Piemonte. Particolarmente affascinante, sopra il Golfo di Venezia, sono le striature date dai venti a basse quote che scorrevano sopra questa nuvolosità, dando l’effetto di un fiume in piena. L’Engadina ha avuto fortuna con un ottimo soleggiamento, questa volta il serpente del Maloya, la nebbia che oltrepassa l’omonimo passo scivolando verso St. Moritz, non ha rovinato i mondiali di sci in corso. A nord delle Alpi la nebbia si spingeva nelle vallate che non erano interessante dal debole favonio. Nel Vallese non è salita oltre Villeneuve, mentre che verso Coira si fermava prima di Bad Ragaz.  Affascinante anche la formazione di un secondo strato di nuvolosità sopra la Pianura Padana, in basso nell’immagine.

 

Visione ingrandita: Fig. 2: Venti a 800 metri dal suolo, modello COSMO-E Control.
Fig. 2: Venti a 800 metri dal suolo, modello COSMO-E Control.

Andando a vedere sulla corsa di controllo del modello Cosmo-E notiamo come i venti a 800 metri sono complici delle ondulazioni presenti sulla nuvolosità.  Bisogna però dire che abbiamo dovuto utilizzare una grafica di circa 6 ore in ritardo, a confronto della ripresa da satellite, per trovare una correlazione con il vento, segno che il modello aveva previsto con un certo ritardo questa entrata del vento e nuvolosità.

Difatti per la giornata di lunedì sui bollettini avevamo menzionato la presenza di nuvolosità variabile quando i modelli promettevano cieli sereni.

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